La vittoria nella vita e nello sport: Abidal, campione fuori e dentro il campo. Messi la superstar. Barça squadra universale.

di Franco Avanzini

Hanno vinto i più forti. Il Barcellona si è dimostrata squadra di un altro pianeta. Una macchina perfetta, come perfetto è stato il suo fuoriclasse: Lionel Messi. Chi si attendeva una gara combattuta, più equilibrata, con il risultato magari in bilico sino alla fine e magari anche oltre i tempi regolamentari, è andato deluso.

Il Manchester United ha pareggiato la prima rete con Rooney, un altro giocatore simbolo, poi però si è sciolto come neve al sole. Ferguson ha cercato di porre rimedio al peggio con un atattica molto attendistica, con lanci lunghi e cercando di inibire il gioco di Messi col falloso Valencia. Ma tutto è risultato inutile. Come un diesel, Messi ha carburato e poi si è messo a volare e per gli avversari non c’è stato nulla da fare. Troppo grande, troppo immensa la ‘pulce’ blaugrana.

Così alla fine della gara tutti ricorderanno il gioco arioso che Pep Guardiola ha regalato al Barcellona, le giocate di Messi, Iniesta, David Villa e Xavi; la capacità difensiva di non farsi mai mettere sotto da Rooney e soci ed il ritorno di Abidal. Il francese, a due mesi dalla vittoria contro la lotta più importante della vita, ha avuto l’onore di giocare da titolare la finale e, soprattutto, a lui è stata dedicata la Coppa dalle grandi orecchie che Puyol, vecchio capitano, gli ha permesso di alzare nel cielo di Wembley. Ecco anche questo è sport, quello che più ci piace, quello che guarda ai risultati ma non solo. Dentro di se infatti ha pure un cuore d’oro, un cuore che mette la salute al di sopra di tutto e tutti, come, d’altra parte, dovrebbe sempre essere nella vita.

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