Inter-Roma, Spalletti: “Rigori? L’anno scorso 1 in 19 partite. Icardi? Io mi tengo Dzeko”

INTER-ROMA, SPALLETTI – Il big-match della ventiseiesima giornata di Serie A è la sfida del ‘Meazza’ tra Inter e Roma in programma nel posticipo: partita che potrebbe decidere molto per le sorti della corsa scudetto e di quella Champions League.

Il tecnico dei giallorossi, Luciano Spalletti, ha presentato la sfida in conferenza stampa sottolineando la difficoltà del match e il tour de force che aspetta la Roma nelle prossime tre partite:

“Bisogna accelerare a tavoletta ma una partita per volta. Tra le prossime partite non ce n’è una più facile dell’altra. L’Inter è una squadra forte che ha trovato degli equilibri con un bravissimo allenatore, noi siamo pronti ad affrontarla Hanno una rosa forte ma anche loro devono stare attenti ai nostri. Sarà una partita molto aggressiva. Icardi? Io mi tengo Dzeko”.

Ci sarà sicuramente turnover, inevitabile visti i tanti impegni ravvicinati:

“Nelle prossime tre partite sarà quasi impossibile non fare un minimo di turnover, i giocatori utilizzati giovedì si faranno trovare pronti. Manolas invece è a disposizione, sta bene e gioca”.

Spalletti risponde anche a Pioli, che ieri aveva sottolineato l’enorme numero di rigori a favore ricevuti dalla Roma in questo campionato:

“L’anno scorso in 19 partite ne abbiamo solo uno ma nessuno lo ha detto. Se loro vogliono usare noi per chiedere qualcosa non lo so”.

L’argomento stadio è più attuale che mai dopo il sì arrivato ieri:

“E’ una cosa importate ma il risultato di ieri è una cosa bella per tutta la città. Fondamentale. Bravi tutti, da Baldissoni alla sindaca Raggi. Sapevo che alla fine avrebbero trovato la soluzione giusta per tutti. Gli stadi di proprietà sono i motivi per il quale il calcio in Inghilterra e in Germania è più avanti rispetto al nostro. La Roma sarà sempre più ambita grazie allo stadio”.

Stadio che potrebbe non ospitare Spalletti come allenatore della Roma. Il tecnico toscano glissa sul suo futuro:

“Bisogna fare i risultati, contano i giocatori e vanno tenuti, soprattutto quelli che giocano bene al calcio perché sono loro che si confrontano con le squadre forti. La gente ha capito bene, ne parlerò con la società”.