Milan, Niang si toglie qualche sassolino: “Cambiati troppi allenatori. Ora devo crescere”

MILAN, NIANG SI TOGLIE QUALCHE SASSOLINO – L’avventura di Mbaye Niang con la maglia del Milan non è stata delle migliori, con il francese arrivato in rossonero con la nomea di miglior talento della sua nazione, ma che, a parte qualche sporadica giocata, non ha mai entusiasmato tifosi e critica.

Lo testimoniano i vari prestiti durante la militanza in Serie A, con l’ultima cessione al Watford, formalizzata lo scorso gennaio, che sembra un chiaro segnale di addio al Milan.

A distanza di pochi mesi, Niang si toglie qualche sassolino dalla scarpe e parla della sua avventura con il Milan:

“Ho sempre vissuto secondo il principio che quello che accade non è mai un fallimento, bensì un modo per imparare, migliorare e ritornare al top. Ero in un grande club e giocavo con dei campioni, ma ora sono venuto qui perché devo ovviamente imparare di più, quindi testa bassa e sotto a lavorare per tornare ai massimi livelli. Davanti a me ho delle opportunità concrete e ce la metterò tutta per migliorare e avere successo. Non è che il mio rapporto col Milan si sia rotto, ma forse avevo bisogno di un cambiamento, ne aveva bisogno la mia carriera. Me ne sono andato perché mi serviva un nuovo inizio. Al Milan ho avuto stagioni nelle quali giocavo ed altre invece in cui non giocavo e sono finito in prestito al Montpellier e al Genoa. Non voglio cercare scuse, ma da quando sono arrivato in rossonero sono cambiati davvero tanti allenatori e per un giovane non è facile cambiare sempre tecnico e adattarsi ogni volta a un modulo diverso e probabilmente è questo che ha giocato contro di me”.

Ora però l’obiettivo è crescere per migliorare:

“Non è certo un fallimento, perché sono venuto in Premier League per giocare nel miglior campionato del mondo e dare inizio a una nuova sfida con un buon club e una buona squadra. Sono ancora giovane e so bene quali siano i miei obiettivi: giocare bene per la mia squadra, vincere trofei e fare un sacco di gol, che sono poi gli stessi obiettivi che ho sempre avuto. Ora si tratta di lavorare e di trovare la continuità di rendimento, sperando che questo mi permetta di ritornare nuovamente in un grande club. Col Milan ho giocato partite molto importanti e ho avuto anche la fortuna di segnare in alcune di quelle gare. La gente si domanda se non avessi troppa pressione addosso, ma non è così: se sei al Milan è perché meriti di stare lì e io me l’ero meritato per quello che avevo fatto col Caen e poi avevo la forza di carattere che serve in un club così prestigioso”.

Durante la militanza in Serie A, Niang è stato spesso oggetto di critiche per i suoi comportamenti fuori dal campo di gioco:

“Tutti i giovani hanno dei problemi e ripensando a due o tre anni fa, ho davvero fatto degli errori stupidi e che mi hanno danneggiato, ma ora mi piace pensare di essere maturato, di essere diventato un po’ più saggio e di capire di più sulla vita e su come funziona e quegli errori mi servono da insegnamento. È ancora troppo presto per dire se qui mi sento a casa, perché sono appena arrivato. Però mi piace stare in Inghilterra, sto imparando la lingua velocemente e poi qui giocano un tipo di calcio che adoro, fatto di forza, ritmo e abilità. So che ero al Milan, ma a volte è necessario fare un passo indietro per poi ritornare ancora più forte”.