Sampdoria, Ferrero non è più presidente: colpa del crac Livingston

SAMPDORIA, FERRERO NON È PIÙ PRESIDENTE – Non c’è tempo di esultare per la storica vittoria a ‘San Siro’, dopo ben 21 anni di digiuno, che in casa Sampdoria bisogna fare i conti con i problemi ai piani alti.

Massimo Ferrero, infatti, non è più il presidente della Sampdoria. La Federcalcio Italiana, la FIGC, ha comunicato ieri mattina al diretto interessato e, per competenza, alla Lega Serie A la decadenza dall’incarico per via del famoso ‘crac Livingston’: la compagnia aerea in mano alla Fg Holding dello stesso patron romano e fallita nell’ottobre del 2010.

Dopo il fallimento, Ferrero ha patteggiato davanti al Gip del Tribunale di Busto Arsizio una condanna a un anno e dieci mesi. E in base al regolamento del NOIF, Norme organizzative interne della FIGC, non potrà più esercitare la carica di presidente di una società di calcio.

Questo è quanto è scritto nell’articolo 22:

“Non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione, e se già in carica decadono, coloro che siano stati o vengono condannati con sentenza passata in giudicato a pene detentive superiori a un anno”.

Ferrero non aveva mai comunicato la condanna alla FIGC, che ha deciso così di intervenire direttamente e cancellare la carica di presidente della Sampdoria: l’imprenditore romano, però, conserverà ancora la proprietà del club genovese e con tutta probabilità la presidenza sarà ceduta probabilmente a un familiare.