Juventus, Allegri come Mourinho: ecco perchè il tecnico bianconero assomiglia allo Special One

 

juventus, allegriJUVENTUS, ALLEGRI SEMPRE PIU’ CONVINCENTE: E’ IL NUOVO MOURINHO?- Dopo la roboante vittoria della Juventus per 3-0 contro il Barcellona nell’andata dei quarti di finale di Champions League, il suo tecnico Massimiliano Allegri è forse riuscito nell’impresa più grande: essersi definitivamente consacrato. In realtà l’ex di Cagliari e Milan già da un paio d’anni è considerato da molti uno dei migliori allenatori in Europa, ma non da alcuni tifosi della stessa Juve e da una parte della stampa italiana. Fino a ieri sera, appunto. Nel capolavoro tattico messo in atto contro i blaugrana, frutto di un lavoro cominciato a gennaio dopo la sconfitta di Firenze e che ha avuto già i primi risultati nella domenica successiva allo Stadium contro la Lazio, Allegri ha ricordato molto l’Inter di ‘Mourinana’ memoria. Ecco perchè l’accostamento di ‘Acciughina’ allo ‘Special One’ è tutt’altro che avventato.

Anche il tecnico di Setubal, nell’anno del triplete, iniziò la stagione con alcuni esperimenti che non fecero subito decollare l’Inter. Dopo l’addio di Ibrahimovic, la nuova coppia d’attacco era formata da Eto’o e Milito, con Sneijder alle loro spalle. Proprio quel trequartista che Allegri ha quasi spasmodicamente cercato da quando siede sulla panchina bianconera, adattando spesso giocatori dalle diverse caratteristiche come Vidal, Pereyra, Hernanes ed infine Pjanic. A gennaio 2010, con l’arrivo di Pandev, ecco il radicale cambiamento: non più due punte e un trequartista, ma tre mezze punte dietro all’unico terminale offensivo, Diego Milito (argentino come Higuain).

E fu così che Eto’o, uno dei migliori centravanti del mondo e con due Champions già vinte da protagonista, viene relegato ad esterno di fascia, con compiti di copertura fino alla propria area. La stessa cosa ha fatto Max da Livorno con Mandzukic, che finora è stata la mossa tattica più rischiosa ed azzeccata. Raramente l’Inter di Mou è stata spettacolare, così come la Juve di Allegri, ma a loro non intessa il ‘circo’ ma portare a casa il risultato al 90′. Difesa granitica per entrambi e una linea mediana assortita composta da un incontrista (Khedira-Zanetti), ed un playmaker (Pjanic-Cambiasso o Motta). Probabilmente se Allegri dovesse vincere la Champions considererebbe finito il proprio ciclo a Torino, vi ricorda qualcuno? I tifosi bianconeri (e qualche altro sparso in Italia forse) si augurano che il nostro paragone porti bene al club bianconero e che alla fine diventi il degno successore di quell’Inter campione d’Europa.