Juventus-Real Madrid, le conferenze. Buffon: “Spero in una gioia immensa. Giocare senza rimpianti”. Dani Alves: “Manca un solo passo”

JUVENTUS-REAL MADRID, LE CONFERENZE – Siamo alla vigilia della finale di Champions League, con Juventus e Real Madrid che si contenderanno domani il trofeo a Cardiff: oggi è giorno di vigilia, con le consuete conferenze stampa a riempire l’attesa. Insieme al tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, hanno parlato anche Dani Alves e il capitano Gianluigi Buffon.

Per il portiere italiano la tensione è altissima e la voglia di vincere è a livelli enormi:

“Vincere la Champions sarebbe una gioia immensa, quando arrivi a questo punto sai cosa è successo. Non c’è niente di più bello di ricevere un gratifica dopo esserti sudato un traguardo. Questa vigilia è simile a quella di Berlino 2006, ti provocano gli stessi sentimenti, di concentrazione e giusta paura, di rispetto per gli avversari e consapevolezza di ciò che siamo”.

La Champions è la Coppa che manca a Buffon, che ha già giocato due finali con la Juventus, entrambe perse:

“Le mie emozioni saranno diverse rispetto ai compagni più giovani, io non ci sarò per altre cinque stagioni. Sarà una partita speciale, la giocherò senza avere rimpianti. Il regalo più grande sarebbe aiutare i miei compagni a vincere la Champions League. Alla gente piace emozionarsi, alla gente piacciono le favole”.

La vittoria potrebbe essere fondamentale per la conquista del meritatissimo Pallone d’Oro, ma Buffon non vuole pensarci:

“E’ una cosa secondaria, domani penserò solo al successo contro il Real Madrid. Proveremo a vincere, ulteriori premi sarebbero gratificanti ma non il mio desiderio principale. “.

Parola a Dani Alves che è sembrato molto rilassato in conferenza, complice anche la tanta esperienza:

“Io dormo benissimo come tutti i giorni, quello che consiglio loro è che dormano perché la sera bisogna lavorare sodo. Non sono nessuno per insegnare qualcosa a qualcuno, tantomeno a persone di grande esperienza nel calcio come i miei compagni di squadra, persone che hanno vinto trofei importanti nella loro vita. Io sono un eterno apprendista, sono un principiante, cerco di imparare tanto dai miei colleghi.Credo che questa sia la forza del nostro gruppo. Condividiamo le nostre esperienze, il nostro vissuto e questo ci ha convinti che esiste solo una strada da percorrere, mettere in comune le nostre forze per portare a casa il risultato. Siamo una squadra che ha come maggior dote la forza collettiva, di squadra. Deve essere maggiore di quella dell’avversario, è questa la nostra maggiore chance di portare a casa la vittoria”.

Per il brasiliano potrebbe esserci il dato storico del terzo triplete personale, ma Alves pensa solo alla squadra:

“Sono cose che servono per le statistiche, quando si analizzano le traiettorie e le statistiche delle carriere, ma per me non serve molto pensarci. È importante fare qualcosa di nuovo ogni giorno, io non penso a queste cose, se vinco domani non penserò che sono un giocatore che ha vinto tre Triplete. Il nostro obiettivo è più grande di tutto questo. Non sono una persona che vive pensando a se stessa. Se le persone che mi stanno vicine stanno bene, sto bene anche io. Conta la squadra e conta essere all’altezza del livello dei miei compagni, che loro stiano sempre meglio e che siano più bravi. Questa è la sfida principale della mia vita. Io ho accettato per questo la sfida di venire a giocare nella Juve e di entrare in una squadra di grandi professionisti. Non bisogna pensare a queste cose per non avere gli incubi. Sogniamo e poi in campo facciamo quello che serve per portare a casa il risultato. Dobbiamo giocare per vincere e per festeggiare con i tifosi, rispettiamo l’avversario per la sua storia, ma senza paura”.