Borriello, bordate su Milan e Roma: “Minacciato da Galliani. Schifato dai giallorossi”

BORRIELLO, BORDATE SU MILAN E ROMA – A Cagliari, Marco Borriello ha vissuto una nuova giovinezza riuscendo a contribuire pesantemente alla salvezza tranquilla dei sardi grazie alle 16 reti messe a segno nelle 36 partite disputate con la maglia rossoblu.

Un ottimo score per un giocatore che aveva vissuto un momento di appannamento dopo le esperienze di assoluto livello con Milan, Roma e Juventus. Per l’attaccante napoletano, all’alba dei trentacinque anni, è arrivato il momento di un piccolo bilancio della sua carriera, partendo proprio dall’esperienza con i rossoneri.

Borriello però non ha peli sulla lingua e si scaglia contro la sua ex-squadra, svelando alcuni aneddoti rimasti nascosti fino a oggi:

“Con Leonardo in panchina ho segnato 15 goal. Arriva l’estate, il Milan poteva prendere Ibra e Robinho, ma doveva liberarsi di me e di Huntelaar: non volevo andare via, non lo perdono a Galliani e minaccia di escludermi dalla lista Champions, così andai a Roma firmando per 5 anni”.

Parole pesante anche per la Roma, esperienza vissuta per due vole dopo i vari prestiti a Juventus e Genoa:

“Segno 17 goal in 6 mesi, poi sbaglio un rigore in Champions, si crea polemica intorno a me e vengo messo fuori. Successivamente torno ancora, sono protagonista delle 10 vittorie consecutive, ma a gennaio torna Destro e mi dicono che sarei stato il terzo attaccante. ‘Ma come? Sono stato titolare finora!’. Mando tutti al diavolo, accettai la prima squadra che uscì fuori. Ero schifato da tutto”.

Pochi ricordi, felici, nonostante lo scudetto conquistato, anche durante l’esperienza alla Juventus:

“Segno un goal importante a Cesena per la conquista dello scudetto, ma decidono di investire su altri”

Parole dolci per l’Atalanta, ma meno per il Carpi, con i dirigenti emiliani bersaglio delle parole di Borriello:

“In Emilia inizio bene, ma capiscono che non ce l’avrebbero fatta a salvarsi e decidono di mettere fuori rosa tutti quelli che guadagnavano di più. Ho un ricordo dei dirigenti del Carpi davvero orribile, della gente no. Da lì vado a Bergamo, mi sono trovato da Dio”.

Chiusura sull’esperienza cagliaritana, tra le milgiori della carriera dell’attaccante italiano:

‘In estate avevo lanciato un appello a Ibiza: ‘Chi vuole allenarsi con me?’. Ne arrivano a centinaia. Arriva la chiamata dei sardi, dopo due giorni ho fatto 4 goal, io ero allenato davvero”.