Milan, Mirabelli contro Raiola: “Dopo le sue offese, lo reputo un uomo piccolo”

milan, mirabelli: "Aubameyang è nel mio destino"MILAN, MIRABELLI CONTRO RAIOLA – Il Milan ha condotto un ottimo calciomcercato, che ha soddisfatto i propri tifosi. La ciliegina sulla torta è arrivata con l’acquisto di Nikola Kalinic dalla Fiorentina. Durante l’estate ha tenuto banco invece la situazione legata a Gigio Donnarumma, che alla fine, dopo innumerevoli voci di mercato, ha deciso di rimanere a Milano per difendere i pali della porta rossonera.

MIRABELLI VS RAIOLA

Proprio di questo ha voluto parlare il ds del Milan Massimiliano Mirabelli, intervistato da Il Quotidiano del Sud: “Esordire con l’affare Donnarumma non è stato facilissimo, ma ne siamo venuti fuori alla grande. Come ho fatto a convincere i genitori? Possiamo andare avanti con le domande? Ne vorrei un’altra…”. Il dirigente rossonero ha poi voluto la dire la propria sull’agente del portiere Mino Raiola, e non sono proprio parole al miele: “Come mi sono sentito quando Raiola disse “con Mirabelli non voglio parlare”? Da gigante del calcio mercato, con quella frase Raiola, è diventato un uomo piccolo nei miei confronti”.

IL ‘SOGNO’ MILAN

Mirabelli parla poi della sua avventura al Milan, iniziata solo da pochi mesi: “Posso essere sincero? Non sono riuscito a fermarmi un attimo. La mole di lavoro in questi mesi è stata enorme. E poi le ore di lavoro per me non sono cambiate. Come lavoravo qui in Calabria, lavoro adesso a Milano. Il tempo che dedico al calcio è infinito. Sono stato catapultato d’un tratto in una situazione nuova, è vero, tutto molto bello, ma tutto è avvenuto in apnea. Fassone? Un treno super veloce. Fassone l’ho conosciuto all’Inter. Lì sono arrivato e avuto la fiducia di Piero Ausilio. Il mio ruolo era di capo osservatore, ma, da subito, ho avuto uno splendido rapporto anche umano con Fassone che all’Inter ricopriva il ruolo di direttore generale. Mi consultavo quotidianamente con lui: lunghe telefonate tra segnalazioni di giocatori promettenti e tanto altro. Poi quando è stato allontanato dall’Inter subito mi ha detto una cosa: dove vado ti porto con me. Così è stato. Posso aggiungere che lavorare con lui è un piacere perché per me non è umano, ma un vero e proprio extraterrestre”.