Fifa, riecco Blatter: “C’è stato un complotto anglo-americano. Il Mondiale 2022…”

FIFA, BLATTER TORNA A PARLARE – Dopo la squalifica del 21 dicembre scorso per aver violato il codice etico della Fifa e condannato insieme a Michel Platini, l’ex Presidente del massimo organo calcistico Joseph Blatter ora si toglie qualche sassolino dalla scarpa. “Sono vittima di un enorme complotto anglo-americano” – dichiara lo svizzero al Corriere della Sera. 

PERSONAGGIO COMPLESSO

Joseph Blatter è sempre stato un personaggio che ha fatto discutere, già dalla sua prima elezione nel 1998, a discapito di Lennart Johansson. Poi le accuse di brogli nell’elezione del 2002 e soprattutto in seguito al Mondiale in Corea e Giappone. Nel 2006 è stato al centro del ciclone per l’assenza durante la premiazione del Mondiale vinto dall’Italia, fino alle accuse del 2015. L’8 ottobre viene sospeso per 90 giorni dal Comitato Etico FIFA per sospetta corruzione, in seguito ad un presunto pagamento di 2 milioni di euro versato a favore di Michel Platini nel 2002. Il 21 dicembre, lo stesso comitato lo giudica colpevole di corruzione e lo condanna ad una squalifica per 6 anni.

I MOTIVI DELLA SQUALIFICA

Una squalifica che Blatter non ha ancora digerito: “Il comitato esecutivo aveva un’intesa: la Coppa del Mondo 2018 doveva andare alla Russia, quello dopo agli Usa. E invece i piani saltarono. In Francia comandava Sarkozy che faceva affari con l’allora principe ereditario del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani. I due si vedono all’Eliseo a cena e convocano Platini, allora presidente Uefa e nel comitato esecutivo della Fifa, che sosteneva la doppia assegnazione Russia-Usa. Finito l’incontro Platini mi chiama. “Sepp, ho un problema e se ce l’ho io ce l’hai anche tu. Sarkozy mi ha chiesto di votare per il Qatar e mi ha detto che anche i miei amici devono andare in quella direzione”. Non ero d’accordo, alla fine ha vinto il Qatar. Gli inglesi, loro sì che si arrabbiarono e se la presero con me”.

IL VAR

Blatter, nel corso dei suoi mandati in Fifa si è sempre dimostrato piuttosto contrario all’introduzione della tecnologia nel calcio, per non snaturare il gioco. Un’idea che lo svizzero sembra mantenere: “Ridurre gli errori è un bene ma toglierli del tutto no, così si perde l’aspetto umano del gioco. Il rapporto calcio-televisione però è vitale: con la tv il calcio ha raggiunto ogni angolo del pianeta. L’Italia fu tra le prime a beneficiare della moviola nella finale del Mondiale 2006 per la testata di Zidane a Materazzi? Lì la tv aiutò molto, sì. Sarebbe stato ingiusto lasciare in campo Zidane. Non ho voluto premiare l’Italia campione del mondo? Preferisco non tornare ancora su quell’episodio, l’Italia meritava di vincere e questo è tutto“.