Juventus, Raiola: “Ibrahimovic non se ne andò per Calciopoli”

IbrahimovicIBRAHIMOVIC – Con una lunga intervista rilasciata in giornata al sito del quotidiano svedese Expressen, il noto agente Fifa Mino Raiola, ha parlato del presente, del passato e del futuro di Zlatan Ibrahimovic. “Ha tanto tempo davanti a sé. Almeno cinque o sei anni. Non lo lascerò smettere. Deve lavorare per me. Ho lavorato per lui per diversi anni. Ora è il mio turno. I miei figli sono adulti e ho bisogno di soldi”.

PERCHE’ LASCIO’ LA JUVENTUS

“Siamo molto simili – sottolinea Raiolain molti modi, ma differenti in altri. Ovviamente l’ho creato io, anche se in Svezia si dice chiaramente che mi ha creato lui. Forse la verità è che ci siamo creati a vicenda. Quando Zlatan ha lasciato la Juventus, tutto è stato preparato un anno prima. Non a causa di Calciopoli, non aveva nulla a che fare con quella questione. Avevo già organizzato l’affare. Sentivo che era giunto il momento di passare all’Inter. Secondo me per Zlatan era l’ideale. Doveva scrivere la storia. Dopo la parentesi di Barcellona ​​ho pensato che poteva tornare a Milano. Ma non era possibile andare all’Inter”.

NEDVED COME ESEMPIO

Raiola infine commenta un aspetto decisivo delle motivazioni di Ibrahimovic. “Quando Zlatan cresceva, gli ho sempre dato un esempio: Pavel Nedved. Ora ai miei giovani giocatori metto Zlatan come riferimento. Il livello di Pavel era il riferimento, Zlatan è andato oltre. Ora sto aspettando qualcuno che possa alzarlo ancora di più. È difficile ma Pogba ci è vicino, ma anche Lukaku. Hanno qualcosa dentro che non si può comprare o creare. Ognuno di loro ha una fiamma speciale”.