Nazionale, Ventura: “Andremo ai Mondiali. Il modulo è secondario. Jorginho? Ecco perché non lo chiamavo”

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Due partite che valgono due anni. Il lavoro di Gian Piero Ventura, diventato ct lo scorso 16 giugno 2016 aveva ed ha un unico obiettivo: qualificarsi al Mondiale e dare il massimo nella rassegna iridata. L’Italia si giocherà il pass contro la Svezia (andata venerdì 10 in trasferta, ritorno lunedì 13 a San Siro). Il commissario tecnico azzurro ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa: “Prima della Spagna eravamo reduci da tante vittorie consecutive con diverse buone partite. Dopo quella gara, per come è arrivata la sconfitta, le critiche ci hanno tolto qualche piccola certezza che stava crescendo. Oggi c’e la voglia di fare queste due gare. Andremo ai Mondiali, poi risponderemo alle critiche. L’Italia quando gioca partite importanti c’è sempre stata”.

IL MODULO E GLI ATTACCANTI

Una delle critiche che vengono mosse a Ventura è l’ostinazione a puntare sul 4-2-4, che nelle ultime gare non ha prodotto risultati: “Il modulo è secondario, conta come giochiamo a livello di approccio e motivazione. Il 4-2-4 non è un’ossessione, abbiamo giocato con altri moduli negli ultimi anni. Senza entrare in merito a numeri e moduli, guardiamo al futuro: se c’e stato un periodo senza esterni non si poteva giocare con gli esterni. Se il calcio italiano produce esterni, giochi con gli esterni. Svezia a parte, il lavoro dipende dal materiale che hai”.

GLI ATTACCANTI

Per le due gare contro la Svezia, Gian Piero Ventura ha chiamato Belotti, Eder, Gabbiadini, Immobile e Zaza, oltre a El Shaarawy e Insigne. Queste le parole del ct sul reparto offensivo: “Zaza sta facendo bene in Spagna. Credo che questi passaggi abbiano contribuito a una sua ulteriore maturazione, penso che sia un giocatore migliore rispetto all’europeo, a livello mentale. Immobile per fortuna non ha giocato. El Shaarawy la prima volta che è venuto qui con noi non attraversa un bel momento, ci siamo guardati dentro per capire qual era la strada per migliorare. Sono felice per lui, per la Roma e per la Nazionale. Insigne? Non possiamo prescindere da nessuno, se sono qui possono dare un contributo importante. Non ci avventuriamo in discorsi che non hanno senso, se avessi la certezza di vincere con Donnarumma centravanti giocherei con Donnarumma centravanti”.

LA CONVOCAZIONE DI JORGINHO

Si dice che la chiamata di Jorginho sia dettata dal timore di una convocazione del Brasile, che gli chiuderebbe le porte dell’Italia: “Su Jorginho non c’ è politica, sta solo facendo bene. Avevo detto che non veniva chiamato perché ci schieravamo in campo in un modulo che non prevedeva il suo ruolo. Siamo di fronte a una doppia sfida importantissima, in 72 ore ci giochiamo i mondiali e abbiamo la possibilità di fare delle scelte. Poi il suo ruolo nel Napoli è arrivato dopo un anno e mezzo di lavoro”.