Milan, Montella spiega: “Troppe aspettative. Io ho vinto il 50% delle partite”

Milan, Montella dentro o fuoriMILAN, MONTELLA SPIEGA – Dopo una giornata difficile, quella di ieri, per Vincenzo Montella, è giunta l’ora di metabolizzare l’esonero dalla panchina del Milan. L’ormai ex allenatore rossonero, a caldo, aveva detto di non aspettarsi l’esonero proprio in questo momento e con queste modalità. Nell’intervista in edicola oggi su La Gazzetta dello Sport Montella continua a dirsi sorpreso: “Ieri mattina ero tranquillo e non sospettavo niente, giuro. Ero pronto per l’allenamento, come sempre, un giorno regolare come tutti gli altri. Che cosa mi ha stupito di più? La tempistica, c’erano momenti in cui sarebbe stato più plausibile. Stavolta invece la squadra stava dando le sue risposte, sia a livello tecnico che di temperamento”.

LA COMUNICAZIONE DELL’ESONERO

Montella racconta anche di come gli sia stata comunicata la decisione dell’esonero: “A Milanello mi ha accolto Mangiarano, il nostro segretario generale, che mi ha accompagnato dal direttore. Lì Mirabelli mi ha detto che nella notte avevano maturato la decisione. Il fuso orario ha fatto il resto. Credo sia una scelta più della proprietà che dei dirigenti. I giocatori? Mi hanno salutato con affetto sincero. Non amo gli addii e non è certo stata una cosa struggente, ma tutti e dico tutti sono stati affettuosi. Anche Montolivo, che per un periodo era stato fuori, o Paletta, che come pochi altri non ha quasi mai giocato”.

MONTELLA RIVENDICA IL LAVORO SVOLTO

L’ex allenatore di Sampdoria e Fiorentina pero’ rivendica il lavoro svolto alla guida dei rossoneri: Da quando sono allenatore del Milan, ho vinto 33 partite su 66, cioè il 50% tra campionato e coppe. E poi certamente ricordo con piacere la vittoria in Supercoppa Italiana, il ritorno in Europa e il primato nel girone con un turno d’anticipo. Risultati che al Milan mancavano da tanti anni e che sono da condividere con tutte le parti”.

A Montella viene chiesto poi del mercato estivo, ma lui glissa sull’argomento: “Posso non rispondere a questa domanda?. Parliamo di un gruppo che sta trovando la sua fisionomia strada facendo. E’ una squadra che poche volte ha toppato. Abbiamo giocato male contro la Sampdoria e a sprazzi contro la Lazio. Ma il progetto tecnico va avanti. Se abbiamo perso contro le grandi è per diversi motivi, non perchè le partite erano state mal gestite”. Infine sulla scelta di Gattuso e sulla Nazionale: “Gattuso? Ha fatto la storia del club, con lui ho un ottimo rapporto. e gli auguro di cuore di riportare il Milan in alto. Anche in questo caso: meglio lui, che è un amico, che un altro. Nazionale? Ora non ho la testa per pensarci e sinceramente non ho ricevuto chiamate. Mi piacerebbe, ma non è il tempo di dare risposte a queste domande”.