Milan, ogni mossa dipinta come una tragedia: ora basta! Il ritiro non è una punizione…

Milan, Gattuso nuovo tecnicoMILAN- Un inizio di stagione deludente rispetto alle attese. Inutile negarlo. Nessuno l’ha mai fatto, società compresa. Fassone e Mirabelli, prima elogiati da tutti, ora criticati dagli stessi, non si sono mai sottratti dalle loro responsabilità. Questo va sottolineato. Per il Milan è un momento difficile e delicato. Manca la convinzione nei propri mezzi, manca la coesione e lo spirito di squadra. Proprio per questo, la stessa società rossonera, dopo l’addio di Montella, ha deciso di puntare su Rino Gattuso. Una figura capace di rianimare convinzioni ormai perse. L’obiettivo è complicato. Non è facile ridare fiducia ad un ambiente totalmente demotivato. I risultati negativi sono figli della mancata concentrazione, di una mancata unione all’interno dello spogliatoio, e di tanta confusione in un periodo dannatamente complicato.

MILAN: PERCORSO COMPLICATO, MA NON E’ UN FALLIMENTO

Il Milan vacilla, ma stiamo calmi prima di parlare di tragedia. Ormai ogni piccolo problema viene descritto come la più drammatica delle “Caporetto”. Fair play finanziario: tragedia. Campagna acquisti: tragedia. 1-1 contro il Benevento: tragedia. Ovvio che non possiamo parlare di risultati positivi, ma questo Milan ha bisogno di tempo. I tifosi devono capirlo. Non è facile cambiare società, 8/11 di squadra e pretendere risultati immediati. Ci si aspettava di più, questo è vero. Il Milan avrebbe dovuto fare di più, specie a questo punto della stagione. Però attenzione, c’è chi durante l’estate parlava di scudetto, a questi consigliamo: è meglio occuparsi di altri sport.

Passiamo al ritiro. C’è chi ha parlato di ritiro punitivo. “Punitivo de che”? Nessuna punizione. Il ritiro servirà per riordinare le idee. Servirà a Gattuso per inculcare la mentalità rossonera nelle teste dei giocatori. Servirà al tecnico per far capire che prima di una grande squadra in campo, c’è bisogno di un grande gruppo, e c’è bisogno che tutti remino insieme nella stessa direzione. C’è anche  chi ha parlato di musi lunghi e giocatori stizziti. Tutt’altro, in casa rossonera c’è la voglia di rispondere sul campo. Il Milan ha voglia di ridare un senso alla stagione, partendo dall’allenatore, fino ad arrivare ad ogni singolo giocatore della rosa. Ora spazio ai match contro l’Atalanta e poi il derby di Coppa Italia contro l’Inter, sfide che chiuderanno questo 2017. Gattuso guarda all’orizzonte. Gettare la spugna è facile. Dire basta ancora più semplice, ma il tecnico rossonero ha il Milan cucito nel cuore. Questa è una missione, non una tragedia. C’è tanta preoccupazione e sconforto, ma stiamo calmi prima di utilizzare la parola “fallimento”.