Crollo per Roma e Palermo, Lecce corsaro a Cagliari, solito grande Catania, Chievo in salita: la 6′ di ritorno

La Roma gioca sempre allo stesso modo in trasferta ed anche questa volta subisce una sconfitta, l’Atalanta ne fa quattro. Poker anche del Siena in rimonta sul Palermo. In coda tre punti d’oro per il Lecce a Cagliari e per il Chievo contro il Cesena mentre cade il Novara dinanzi al solito grande Catania del Massimino.

ATALANTA-ROMA 4-1: Colantuono punta ad una squadra offensiva con Carrozza e Moralez dietro a Densi e Marilungo. Esordio per Marquinho dal primo minuto assieme all’altro giovane Lamela nella parte offensiva giallorossa assieme a Borini e Osvaldo. Fuori De Rossi che non va neppure in panchina. Al 3’ già un’occasionissima per i locali con Marilungo che si libera bene in area e dalla breve distanza colpisce il palo alla destra di Stekelenburg. Si fa male Lucchini ed al 7’ è costretto ad un cambio con Bellini la compagine di casa. Due minuti dopo Guido Marilungo parte in contropiede centralmente, mal disposta la difesa ospite e per l’ex sampdoriano non ha difficoltà a segnare portando avanti l’Atalanta. Tiene al solito palla la Roma ma non punge troppo. Al 19’ la Roma subisce il raddoppio con Moralez che se ne va in contropiede, serve Denis partito sul filo del fuorigioco non da scampo al numero uno ospite: 2 a 0. Rischia anche il terzo gol in contropiede la squadra di Luis Enrique che si salva con un intervento di Taddei. Al 36’ la Roma reagisce con Borini che ricevuta palla da Osvaldo si gira e calcia. Consigli la prenderebbe facile ma la palla gli finisce in mezzo alle gambe e finisce dentro. Partita dunque riaperta. Bergamaschi che tirano il fiato lasciando palla e gara ai romanisti. Marquinho ci prova dopo un tocco di Osvaldo ma la palla, deviata, finisce di poco sopra la traversa. Si surriscaldano gli animi nel finale per una gomitata di Moralez a Rosi non sanzionata dalla giacchetta nera. Termina così il primo tempo sul 2 a 1 locale.

Inizio ripresa con netto ritardo rispetto agli altri cambi per colpa della Roma che resta negli spogliatoi di almeno 4 minuti. Rosi non ce la fa e Luis Enrique deve sostituirlo con Angel. Si parte come nel primo tempo ed al 2’ la Roma becca il tris. Solito capovolgimento di fronte con Marilungo che va al cross, mal messa la difesa ospite, entra Denis ed insacca. Ospiti che si gettano in avanti ma non riescono ad inquadrare la porta. Al 9’ Osvaldo e Cigarini si sfogano malamente. L’atalantino colpisce il romanista che precedentemente si era scontrato con l’orobico dandogli un calcetto. Giallo per il nerazzurro e rosso per il romanista. Roma in dieci. Ma anche Cigarini avrebbe meritato la sanzione peggiore per la reazione. Al 15’ Denis cerca il pallonetto ma la sfera finisce sull’esterno della rete. Palla fuori anche da parte di Maxi Moralez in contropiede. La quarta rete arriva al 21’ con Denis che approfitta dell’errore di Cassetti e con un tocco sotto non da scampo a Stekelenburg: 4 a 1. La Roma chiude nel peggiore dei modi la gara con l’espulsione a Cassetti che lascia i capitolini in nove uomini.

CAGLIARI-LECCE 1-2: Cossu e Pinilla assenti, sostituiti rispettivamente da Thiago Ribeiro e Larrivey. Torna Bertolacci nel centrocampo pugliese con Muriel e Di Michele in avanti. Subito una discreta occasione per i sardi con Astori a deviare di testa una punizione di Thiago Ribeiro con palla a fondo campo. Benassi bravo sul cross di Thiago Ribeiro in uscita volante. Ritmi piuttosto bassi. L’unico tentativo è di Nainggolan dalla distanza che impegna Benassi, si fa per dire, in una parata a terra. La conclusione giunge dopo 23 minuti di gioco. Il Lecce tiene bene dietro mentre i sardi soffrono le assenze di Cossu e soprattutto Pinilla in attacco. Occasione più bella alla mezzora con Di Michele che calcia appena fuori dopo un tocco indietro di Muriel. In mischia sfiora la rete il Cagliari con Benassi che si salva in qualche modo. Al 44’ arriva il gol del Lecce con una palla persa dal Cagliari nella metà campo pugliese, Giacomazzi lancia Muriel che brucia Canini che pareva in vantaggio ed a giro non da scampo ad Agazzi. Reagiscono i locali con un tiro cross di Conti sul quale Benassi vola a mettere la palla in angolo. Ma il primo tempo si chiude coi salentini avanti.

Inizio ripresa con il Cagliari che ottiene un rigore per fallo di mano di Miglionico. Batte Larrivey che spiazza Benassi portando sul pareggio i sardi. Vicinissimo al raddoppio con un palo il Cagliari su punizione di Thiago Ribeiro, palla a Conti a centro area che tira la il muro di maglie bianche gli ribatte la conclusione. Locali partiti a spron battuto, leccesi un po’ timidi. Ma al 16’, nel momento migliore dei padroni di casa, Muriel cede palla a Bertolacci che in girata batte Agazzi per il nuovo vantaggio ospite. Larrivey, prima di uscire, sostituito da Ceppellini, sfiora il pareggio con un tiro a fondo campo. Attacca il Cagliari con la difesa del Lecce che però tiene. Non arrivano emozioni per i tifosi rossoblù che cominciano a spazientirsi. Arrivano già a metà ripresa i primi fischi dai pochi presenti. Muriel spreca così il tris alla mezzora con una conclusione sbilenca. Padroni di casa che non riescono più ad aumentare il ritmo della sfida. Non arrivano occasioni da rete ed anzi è Di Michele con il sinistro al 37’, servito da Muriel, a mangiarsi il tris salentino. Canini subisce il secondo giallo dall’arbitro per gioco scorretto: Cagliari in dieci contro undici. Al 42’ Thiago Ribeiro crossa su punizione, testa di Astori con Benassi che blocca palla a terra. La sfida si chiude con Cosmi in festa per una salvezza che è ancora possibile.

CATANIA-NOVARA 3-1: Gomez, Bergessio e Barrientos in attacco per gli etnei. Caracciolo questa volta affiancato da Rigoni nell’attacco di Mondonico che varia modulo passando al 4-4-2. Catania subito in attacco con Bergessio prima e Barrientos poi che arrivano, anche se malamente, alla conclusione. Novara con qualche problema sulle fasce. Si difendono i piemontesi dall’assalto rossazzurro. Bella la conclusione dalla distanza di Motta al 18’ con Ujkani che para a terra. L’ex genoano Seymour ci prova in diagonale dalla destra ma la sfera finisce sopra la traversa. L’incontro si sblocca alla mezzora con Bergessio che insacca centralmente deviando un bel cross di Lodi. Difesa piemontese però rivedibile. Padroni di casa che rallentano il gioco lasciando l’occasione dle pareggio agli avversari con Rigoni che, proprio nell’unico minuto di recupero, tocca un pallone sotto porta che finisce a fondo campo. E così si chiudono i primi 45 minuti di gioco.

Prova subito all’inizio della ripresa il Novara a lanciare le punte senza successo. Ma bella è la discesa di Spolli centralmente con servizio laterale per Gomez, cross di quest’ultimo con Dellafiore che libera in angolo. Dalla bandierina palla a Motta che trova la schiena di un compagno, sfera a Bergessio che tira su Ujkani che si salva ancora in angolo. Lodi batte verso Marchese che al volo calcia mandando la palla in fondo al sacco per il 2 a 0. Entra Mazzarani nei piemontesi ed il centrocampista con un diagonale colpisce il palo.  Pochi minuti dopo però gli etnei fanno tris. Gomez riceve palla sulla sinistra, si accentra e calcia con un diagonale imparabile per Ujkani. Partita di fatto chiusa. Mazzarani riesce anche a segnare per il Novara ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Calano i ritmi della sfida con i padroni di casa che comunque continuano ad attaccare. Al 38’ comunque Rigoni si mangia il gol con un tiro dalla breve distanza che Carrizo devia. Sul fronte opposto è bravo Ujkani a chiudere su Ricchiuti. Il gol arriva con Rubino che segna deviando la palla dal cross di Rigoni. Il Novara cerca di tornare in gara con il cuore ma la difesa etnea tiene portando a casa un successo che la lancia nelle zone nobili di classifica.

CHIEVO-CESENA 1-0: locali decimati con Jokic sulla fascia di difesa, Crusado e Paloschi sulla tre quarti e Pellissier unica punta. Beretta all’esordio punta sull’ex Santana alle spalle di Iaquinta e Mutu. Discreto il ritmo con il Cesena che non si difende solamente ma cerca anche di pungere. Gara comunque molto spezzettata a causa di molti interventi fallosi. Lauro, Rigoni e Vacek si fanno ammonire in breve tempo. Solo al 22’ si vede un tiro in porta con Pellissier che però risulta debole e facile preda di Antonioli. Buona la conclusione si Pudil con un diagonale messo in angolo da un tocco di un difensore avversario. Dalla bandierina qualche brivido per Sorrentino sul colpo di testa di Comotto. Ma la prima parte di gara non offre altre emozioni mantenendo le due squadre sul logico 0 a 0.

Leggermente più alto il ritmo di inizio secondo tempo col Chievo che cerca a spingere alla ricerca della rete del vantaggio. Cesena che perde un uomo per un rosso diretto. Lo subisce Lauro per un tocco in volto a Paloschi con la mano. Paloschi servito da Sardo calcia non riuscendo però a battere Antonioli che blocca la sfera a terra. Beretta costretto quindi a togliere Mutu per inserire Rossi, un difensore, a difesa del nulla di fatto. Al 19’ Pellissier ha la palla buona sul destro ma Guana lo anticipa all’ultimo istante. Di Carlo tenta il tutto per tutto inserendo anche Moscardelli e giocando quindi con le tre punte. La prima vera occasione da rete arriva al 27’ ed è per il Cesena con Iaquinta che lancia Comotto che davanti a Sorrentino alza la sfera sopra la traversa. Formazioni però poco propositive che ancora una volta mettono in mostra due attacchi davvero asfittici. Al 32’ Vacek cerca Paloschi che fa la torre a centro area per nessuno. Un minuto dopo però Hetemaj crossa dalla sinistra, sul secondo palo entra Moscardelli che in spaccata infila Antonioli. Vantaggio Chievo, Cesena all’inferno. La volontà ai romagnoli non manca ma alla fine non si registrano tiri in porta verso Sorrentini. Un pochino meglio i clivensi che con Moscardelli prima e Pellissier dopo cercano, senza riuscirvi, di arrotondare il punteggio.

SIENA-PALERMO 4-1: Bogdani con Destro nell’attacco senese, Vergassola in centro al campo. Squadra identica invece per Bortolo Mutti rispetto a sette giorni fa tranne Bertolo sulla fascia al posto di Migliaccio. Destro messo a terra da Balzaretti mentre stava volando verso la porta in solitaria, determina un rosso che costringerà i rosa nero a giocare per 89 minuti in dieci. Del Grosso sulla punizione trova alla deviazione volante Viviano che poi è bravo ad alzare in angolo il tiro di Brienza. Rischia il rosso anche Budan per una brutta gomitata ad un avversario (solo ammonito). Mutti corre ai ripari al 7’ togliendo Ilicic per Aguirregaray. Senesi tutti all’assalto del fortino ospite. Altro cambio per gli ospiti con Munoz che entra per Silvestre, claudicante. Al 12’ però dall’angolo di Miccoli, entra Budan che di testa non da scampo a Pegolo. Clamoroso, in effetti, 1 a 0 ospite. Rossettini ci prova con l’esterno destro poco dopo trovando però Viviano pronto alla parata a terra. Al 21’ Aguirregaray atterra Brienza appena entrato in area sulla fascia sinistra. Rigore dubbio assegnato dall’arbitro che Terzi calcia una prima volta segnando ma l’arbitro fa ripetere per il mancato fischio ed anche sella seconda conclusione realizza per l’1 a 1. Toscani che proseguono ad attaccare ed al 33’ passano in vantaggio: Destro se ne va sulla fascia superando Munoz, cross con l’esterno ed intervento sotto misura di Bogdani che non da scampo a Viviano. Il palermo si rende pericoloso con i calci piazzati senza però riuscire a recuperare nel punteggio né tantomeno a regalare emozioni ai propri sostenitori. Senesi dunque avanti al 45esimo per 2 a 1.

Ripresa che parte malamente per il Palermo che subisce con Rossettini al 2’ il tris senese. Sul cross lungo però ben sei i giocatori bianconeri in area contro i tre difensori ospiti. Il giocatore di fascia, sul secondo palo, non ha difficoltà a spingere la sfera in fondo al sacco. La gara si chiude di fatto al 13’ con Brienza che su punizione, battuta rasoterra, non da scampo alla barriera ed a VIviano: 4 a 1. La partita si va spegnendo con Pegolo comunque che si fa vedere positivamente nel deviare un colpo di testa di Budan. Tanti cambi per una sfida che oramai vola verso la fine senza sussulti e un successo che il Siena merita.