Milan, oggi si chiude un’epoca

La gara di oggi sarà forse la più importante per il Milan, non tanto per fare il punto di una stagione in cui gli infortuni hanno impedito di dare il massimo e di vincere qualche titolo, Supercoppa esclusa, ma soprattutto perché si chiuderà un’epoca per i rossoneri. Oggi, infatti, sarà l’ultima partita di Seedorf, Gattuso, Zambrotta, Inzaghi e Nesta (ci sarebbe anche Van Bommell in mezzo, ma il suo addio rispetto a questi è in secondo piano). Escludendo Zambrotta, che tra i cinque gioca nel Milan da meno tempo, tutti questi giocatori rappresentano una grande generazione per il Milan: quella che ha vinto la finale di Champions League tutta italiana nel 2003, lo scudetto nel 2004 e ha perso la finale di Champions col Liverpool nel 2005 per poi rifarsi due anni dopo, vincendo anche il Mondiale per club. E dire che ci si era abituati a vederli lì, a Milanello o a San Siro, a gestire il resto della squadra, come degli allenatori in campo, e fare in modo che i campioni che si avvicendavano pian piano diventassero un gruppo unito e vincente (nella sua ultima conferenza stampa da milanista, Gattuso ha detto “quando si indossa la maglia del Milan bisogna vincere”). Ma oggi non saranno solo i milanisti a commuoversi per il loro addio, ma anche i tifosi di tutta Italia: come non ricordare il contributo che Nesta, Gattuso, Zambrotta e Inzaghi hanno saputo dare alla vittoria della nazionale italiana nei mondiali del 2006? Gli ultimi due hanno anche segnato gol decisivi (Inzaghi contro la Repubblica Ceca, Zambrotta contro l’Ucraina), mentre gli altri due hanno dato il giusto contributo in campo (è vero che Nesta si è infortunato durante la fase a gironi, ma le tre gare che ha disputato le ha disputate al 100%). Ma torniamo al 2012, alla gara di quest’oggi, quando, mentre anche un grande della scorsa generazione rossonera, Kakha Kaladze, si ritirerà, cinque grandi campioni scenderanno sul campo della Serie A per l’ultima volta.