Le altre gare: Roma-Inter, chi perde è fritto

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Voglia di far bene dopo il passaggio alle semifinali di Tim Cup è la prerogativa per Roma e Inter che si affronteranno nel posticipo della domenica sera a chiudere l’intera 2′ giornata di ritorno. Un match che vale molto ai fini della graduatoria anche se probabilmente non potrà interessare propriamente la zona scudetto. Diciamo subito che il pareggio potrebbe costituire il male peggiore per le due squadre che farebbero un passo avanti quasi inutile per cercare di recuperare o mantenere la zona Europa League. Il successo di una delle due invece manderebbe in tilt l’avversaria (soprattutto se a perdere fossero i padroni di casa) mantenendo uno spiragli aperto anche per la zona Champions. Tra l’altro le due compagini arrivano entrambe da match protratti ai supplementari e quindi partiranno, in fatto di stanchezza, praticamente alla pari. Totti dovrebbe essere della partita dopo il riposo della settimana scorsa mentre il suo compagno di reparto sarà Destro da cui si attendono finalmente reti pesanti. In casa nerazzurra Stramaccioni potrebbe anche rivoluzionare l’attacco con Palacio e Rocchi in campo. Precedenti abbastanza equilibrati se si pensa che in 79 gare la Roma ne ha vinte 32 e l’Inter 27, 20 sono stati invece i pareggi. Le prime tre sfide nella storia di questo confronto sono andate tutte alla squadra di casa. la prima per 2 a 0 grazie alle reti di Benatti e Chini. E cosi pure le ultime tre gare disputate hanno sempre visto vincere i giallorossi. L’ultima per 4 a 0 con gol di Borini (doppietta), Juan e Bojan. La squadra milanese ha espugnato l’Olimpico romanista nella stagione 2008/09 calando un poker di gol. A segno andarono Ibrahimovic (doppietta), Stankovic e Obinna. Il risultato che manca da più tempo è il pareggio che non si verifica in questo incrocio dal 2006 quando Taddei e Materazzi fissarono l’1 a 1 finale.

Trasferta pericolosa per l’altra romana. La Lazio infatti è attesa da un Palermo che ha fissato in 20 punti il totale da ottenere dalle sfide tra le mura amiche. Barbera che deve diventare quindi un piccolo fortino inespugnabile per le avversarie. Petkovic però manda all’assalto la sua squadra seppur priva di Klose infortunato. In avanti spazio a Floccari. Ancora senza i nuovi invece la compagine rosa nero che però riporta Miccoli al centro dell’attacco. Campo ostico per i biancazzurri che su 23 incontri ne hanno vinti solamente 4, l’ultimo due anni fa grazie alla marcatura di Dias. L’anno scorso grande messa di reti favorevole ai locai. Partita che terminò 5 a 1 (Donati, Barreto, Silvestre, Budan e Miccoli i cinque goleador siciliani mentre per i laziali segnò il solo Kozak). Capolista Juventus che sente il fiato sul collo degli avversari ed intende ritornare al successo dopo un paio di risultati non propriamente brillanti contro l‘Udinese. Conte lancia Vucinic che ai friulani ha segnato già 9 reti mentre ospiti che non dovrebbero disporre del bomber Di Natale.  Stranezza dei precedenti: l’ultimo pareggio è datato 1989/90, terminò 1 a 1 con gol di Zavarov per i locali e Branca per gli ospiti. Da allora 18 sfide con 14 vittorie juventine e 4 udinesi.

LE ALTRE GARE. Cercare di scalare qualche piazza è l’idea del Milan che ospiterà a San Siro un Bologna presumibilmente stanco dopo i supplementari di Tim Cup. Chievo-Parma è sfida tra squadre che si trova in zona tranquilla. Tutte le altre partite riguardano la zona pericolante. L’Atalanta non vuole rischiare di ritrovarsi invischiata in coda e dovrà fare molta attenzione al Cagliari reduce da un bel successo casalingo. Bergamaschi che, in caso di sconfitta, sarebbero agganciati proprio dai sardi. Mantenere la classifica positiva sarà compito per Pescara e Torino. Granata che in trasferta giocano meglio ma gli adriatici non possono gettare alle ortiche punti preziosi. Vincere in trasferta è sempre un ottimo palliativo e la Sampdoria, dopo Torino, vorrebbe espugnare anche il Franchi di Siena. Locali però che sono vivi e lo hanno dimostrato la settimana scorsa ed ancora un barlume acceso che porta alla salvezza. L’altra ligure, il Genoa, non può assolutamente sbagliare la gara interna contro il Catania. Etnei privi di Lodi, Legrottaglie e Almiron, tutte assenze molto pesanti ma che hanno in Bergessio e soprattutto Gomez i giocatori che potrebbero mandare in tilt la statica e lenta difesa rossoblu. Squadra di Delneri che dovrebbe presentare, almeno in panchina, gli ultimi arrivi Olivera e Nadarevic.