Il Milan è primo ma a dominare è il Centro-Sud. Sognano in tre.

di Franco Avanzini

E’ un campionato strano. Dopo anni di dominio nerazzurro con il primato già assegnato a fine girone di andata, questa stagione le venti squadre presenti in serie A si stanno dando battaglia. Ogni gara non ha un risultato scontato e non sempre la formazione più forte vince per forza.

E’ una delle prime volte in cui ogni squadra ha perso una gara già dopo poche giornate di campionato, dove l’Inter ha sofferto per un periodo e dove tra le prime ci sono formazioni emergenti come Napoli, Lazio e Palermo. E’ un po’ la vittoria del centrosud contro le formazioni del Nord.

Ed il nuovo che avanza ha anche i connotati di alcuni elementi: Cavani, Hernanes e Pastore. Tre stranieri non certamente di primo livello ma che lo sono diventati a suon di gol oppure di assist.

L’egemonia dell’Inter è, almeno per quest’anno messa in disparte, con il cambio di allenatore in corsa, cosa che non si era mai verificata negli ultimi periodi; la stessa capolista Milan non ha il passo ‘di carica’ della vera ‘mangiatrice’ di campionati. Basta infatti un’Udinese qualunque per imporle il pareggio a suon di reti, la stessa Juventus in casa ha subito una messa di gol incredibili e viene da due sconfitte consecutive in cui Storari è stato battuto per ben sette volte. Anche la Roma non ha la marcia sicura di chi vuol puntare al primo posto. Nei giallorossi basta la scelleraggine di un giocatore su undici per vedere crollare una possibile vittoria tramutandola in una cocente sconfitta.

Guardando alla coda della graduatoria c’è da rilevare di come il Bari, ultimo con 14 punti, abbia totalizzato il minor numero di punti da quando la serie A è a tre punti. In fondo le tre neopromosse Cesena, Lecce e Brescia. Formazioni cui la massima serie sta un po’ larghina e che non hanno rose idonee a scontrarsi con altre realtà.

Ma il bello della serie A di quest’anno sta comunque nel fatto che ogni gara può avere storia a se e che una giornata per una squadra non è mai uguale a quella seguente e così via. La bellezza del gioco del calcio è proprio questa: l’imprevidibilità. Parola he calza a pennello all’attaule stagione, sperando che, sino alla fine, resti tutto così come è stato per un intero girone.

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