Milan frenato, ne approfittano Napoli e Palermo. Lazio pari, in coda Bari è quasi B.

di Franco Avanzini

Il Milan perde il gusto del successo e si fa bloccare sul pari anche dal Genoa. Così il Napoli vola a meno tre dalla vetta. Vittoria rocambolesca del Palermo a Lecce (tre reti in cinque minuti) con Miccoli che segna ma crolla psicologicamente e viene sostituito. In coda punti d’oro per il Brescia che condanna il Bari alla sesta sconfitta consecutiva. Punto d’oro tra Fiorentina e Parma. Mutu di nuovo in campo nei viola negli ultimi minuti di gara.

Bologna-Catania 1-0: Di Vaio, affiancato da Meggiorini, contro Maxi Lopez, con Morimoto in panchina, sfida nella sfida di questo incontro. In campo negli etnei Schelotto all’esordio coi siciliani. Catania subito intraprendente e Britos ammonito dopo soli tre minuti per fallo su Ricchiuti. Al 6’ Gomez crossa per Maxi Lopez che insacca ma l’arbitro annulla per fuorigioco. L’aggressività etnea porta al giallo per Alvarez. Partita molto spezzettata. Al 22’ altra sciocchezza di Alvarez che mette giù sulla fascia sinistra Ekdal e prende il secondo giallo. Catania in dieci. Etnei che si chiudono ed i felsinei trovano difficoltà a trovare gli spazi giusti. Viene ammonito prima Ledesma poi Della Rocca. La gara si sblocca la 40’. Di Vaio batte una punizione dalla fascia sinistra, Mudinday serve Perez che crossa per Portanova che, a porta spalancata, insacca. Si prende il giallo Schelotto per un fallo su Ekdal. Poco dopo Lodi spara da dentro l’area ma Viviano vola e devia. Gialli finiti? Assolutamente no. Arriva pure per Spolli ed il primo tempo termina qui. Catania che dovrà darsi una calmata. Inizio ripresa tranquillo con ritmo gara diminuito. Al 15’ Di Vaio sfiora il raddoppio con un bel tiro ma Andjucar devia. Viene ammonito Portanova per una trattenuta. Il centravanti felsineo riesce pure a mangiarsi un gol fatto dopo un tocco di Meggiorini calciando sopra la traversa da ottima posizione. Giocatori stanchi ed Ekdal fermo in mezzo al campo con il Catania che spinge. Recupero record: sette minuti. Al 47’ Ekdal diagonale di un soffio a fondo campo. Il Catania crea due mischie in area su altrettanti angoli ma non riesce a pareggiare.
Brescia-Bari 2-0: locali che presentano un centrocampo folto con un’unica punta, Eder con Diamanti trequartista. Ospiti con tanti assenti e ben 31 giocatori già mandati in campo. Per Ventura solo un obiettivo: la vittoria. Esordio dell’attaccante Huseklepp. Rientra invece Castillo. Proprio il 36enne attaccante mette in difficoltà Bega e con una girata chiama in causa Arcari che devia in angolo. Al 16’ poi, dopo un buon periodo del Bari, il Brescia passa con un rigore di Diamanti assegnato per un fallo di Gazzi su Eder. Appena oltre la mezzora Castillo tocca male sotto porta un’occasione più unica che rara per portare i suoi in parità. Ed il primo tempo si chiude senza altre emozioni. Punge il Brescia al 14’ con Eder ma la sua conclusione finisce a fondo campo. Partita modesta con il Bari che non riesce a pareggiare nonostante un Castillo sempre molto attivo in fase offensiva seppur non preciso quando arriva dalle parti di Arcari. Il 2 a 0 arriva alla fine con Caracciolo che si fa tutto il campo palla al piede e batte facilmente Gillet. La partita si chiude con una sconfitta che per il Bari significa sesta sconfitta consecutiva e serie B oramai quasi certa.
Genoa-Milan 1-1: il ritorno dei tifosi milanista al Ferraris dopo 16 anni. Pato vince il duello interno con Cassano ed affianca Ibrahimovic nell’attacco rossonero. Nel Genoa rientrano Dainelli e Milanetto. In avanti coppia Floro Flores-Destro. Partita equilibrata nei primi minuti, Milan che tiene in mano il centrocampo, Genoa che si rende pericoloso con una girata di Kucka con la palla che termina sopra la traversa. La replica del Milan è un’azione spettacolare tra Pato e Robinho, palla di ritorno al primo e gran tiro che finisce di un soffio a fondo campo sfiorando la traversa. Si fa male Destro nei locali ed entra Palacio. Criscito dalla distanza, vola Abbiati e mette in angolo. Al 29’ Ibrahimovic diventa assist man per Pato che si libera bene in area di rigore e non sbaglia dinanzi ad Eduardo. La reazione locale è tutta in una punizione di Floro Flores che termina sulla traversa. Al 47’ Konko viene stoppato da Yepes la palla schizza a Floro Flores che non da scampo ad Abbiati per l’1 a 1 con cui si chiude il primo tempo. Genoa più intraprendente ad inizio ripresa che però non vede grandi tiri cerso la porta. Milan che sembrerebbe spegnersi a centrocampo. Allegri manda in campo Cassano per Robinho al 20’. Bonera ci prova dalla distanza ma sbaglia la mira. E’ il campanello che scatena i milanisti. Ibrahimovic viene anticipato da Eduardo sulla colombella volante. Esce Floro Flores ed entra l’ex Paloschi. Al 25’ in area di rigore Konko, sul lancio di Milanetto, si impappina e spreca una buona occasione. Il francese ci riprova dalla distanza ma Abbiati blocca. Milan che si getta all’attacco ma non riesce più a bucare una munita retroguardia rossoblù ed anzi, Paloschi, avrebbe anche la palla del vantaggio ma Abbiati devia. Arbitro che poi ferma tutto per un fuorigioco dubbio del genoano. E qui la gara si chiude.
Lazio-Chievo 1-1: assenti Floccari e Rocchi, gioca Zarate vicino a Kozak mentre rientra Matuzalem. Pellissier e Moscardelli sono i due attaccanti per gli ospiti. Gialloblù che partono meglio con i biancazzurri leggermente contratti. Ma la prima occasione è della Lazio. E’ il 12’, Bresciano lancia Kozak che tira un rasoterra che supera Sorrentino ma proprio sulla riga Frey libera. Veneti che però non stanno a guardare e Jokic di testa impegna Muslera. Fuori partita Hernanes, ci pensa Kozak ad impegnare Sorrentino. Al 35’ bella punizione di Pellissier con parata di Muslera. Lazio pericolosa prima con Zarate, Sorrentino si allunga in angolo quindi con Bresciano ma Fernandez sulla riga devia. Proprio allo scadere Hernanes, finalmente protagonista, si inventa una super punizione che non da scampo a Sorrentino per il vantaggio con cui si chiude il primo tempo dei romani. Il Chievo si porta all’attacco e pareggia al 19’. Dall’angolo battuto dalla fascia destra, interviene Cesar che insacca sotto porta. La Lazio ci prova ma le idee non sono chiare ed i veneti portano a casa un buon punto.
Lecce-Palermo 2-4: tornano Miccoli e Delio Rossi a Lecce. Locali da cinque giornate imbattute. Assente Ofere gioca in avanti Jeda. Fuori Bovo e Balzaretti nei rosanero con Kasami in attacco ed Andelkovic in difesa. Poco o nulla per un quarto d’ora poi arriva anche un gol, di Munari, annullato per giusto fuorigioco. Rete valida al 17’ con Giacomazzi che sul secondo palo corregge in porta una punizione cross dalla fascia sinistra di Oliveira. La gara riprende ed il Palermo va in gol con Kasami ma l’arbitro annulla giustamente per netto fuorigioco. Sfiora il raddoppio il Lecce con un colpo di testa di Giacomazzi che colpisce il palo. Ma il rischio è in agguato allo scadere l’ex Miccoli si inventa un calcio piazzato da manuale del calcio con la palla che supera un Rosati assolutamente immobile. Miccoli non esulta ed anzi appare deluso per aver segnato al suo Lecce. Per il Palermo è l’1 a 1. Proprio l’autore del gol rosanero non si ripresenta in campo ed al suo posto gioca Abel Hernandez. Sostituzione psicologica? Quattro minuti della ripresa Oliveira crossa, la difesa del Palermo si addormenta, interviene Jeda che insacca. Lecce nuovamente in vantaggio. Al 12’ il Palermo pareggia. Hernandez scambia con Pastore che ricevuta palla batte Rosati in diagonale. E siamo 2 a 2. Rosaneri che addirittura passano in vantaggio due minuti dopo. Migliaccio lancia in contropiede Hernandez che si presenta dinanzi a Rosati e lo batte senza difficoltà Risultato completamente ribaltato. Il Lecce crolla ed Ilicic lo castiga sessanta secondi dopo. L’attaccante arriva davanti a Rosati sul servizio di Pastore e lo batte agevolmente. Tre reti in cinque minuti e 4 a 2 per il Palermo. Lecce che spariscve e Munoz sfiora pure la quinta marcatura ma questa volta Rosati smanaccia in angolo. Ci prova su punizione Chevanton ma la sfera termina sopra la traversa. Andelkovic tocca di braccio la palla sul cross di Munari ma l’arbitro lascia proseguire. Finisce con qualche protesta anche da parte del Palermo che però non incide sul successo finale.
Napoli-Cesena 2-0: rientra Lavezzi nel trio con Hamsik e Cavani, assente Pazienza. Bogdani unica punta nei romagnoli. Partenopei subito all’attacco con Zuniga che calcia di poco a fondo campo. Tanta intensità in mezzo al campo da parte dei centrocampisti del Cesena. Al primo tiro in porta, al 13’, Cavani fa centro. Hamsik lancia Maggio, cross indietro, a rimorchio arriva il bomber partenopeo che insacca di punta. Sette minuti dopo Bogdani serve in profondità Jimenez che segna ma è in fuorigioco e la terza arbitrale annulla. Napoli un po’ sotto ritmo mentre i romagnoli giocano bene sino al limite dell’area di rigore avversaria salvo perdersi in fase offensiva dove Bogdani è troppo isolato. Accade del clamoroso al 5’ della ripresa quando sul cross di Zuniga trova Maggio che di testa impegna Antonioli che para nettamente oltre la linea bianca di porta ma per arbitro e soprattutto guardalinee è tutto regolare ed il 2 a 0 non viene ufficializzato. Cesena che inserisce Rosina per un 4-2-4 tutto d’attacco. Ma Bogdani si mangia il clamoroso pareggio di testa spedendo la sfera alta. Gol sbagliato, gol subito ed al 90′ Sosa trova il gol del raddoppio dopo un cross di cavani sul quale Santon va troppo morbido. Prosegue il sogno del Napoli che avvicina il Milan.
Parma-Fiorentina 1-1: torna Mutu, seppure in panchina. Comotto in difesa e Cerci dal primo minuto con Donadel e Montolivo in panchina. Ritmi subito alti e prima conclusione di Behrami con Mirante che devia uscendogli incontro. Al 5’ lo svizzero conclude con un bel rasoterra, la palla va a sbattere contro il palo entra Gilardino ed insacca ma l’arbitro annulla per un giusto fuorigioco. Gli emiliani alzano la testa ed al 14’ passano in vantaggio. Cross di Giovinco e grande girata di Amauri che non da scampo a Boruc, Dopo oltre un anno torna al gol l’italo-brasiliano. L’ex juventino ci riprova poco dopo di testa sul cross di Giovinco ma spedisce la sfera di un soffio a fondo campo. La coppia Giovinco-Amauri da spettacolo ma non punge più. Ripresa che comincia con un rigore, trattenuta in area di rigore da parte di Gobbi su Camporese, per la Fiorentina. Dal dischetto va D’Agostino che spiazza Mirante per l’1 a 1 viola. Entra Crespo che si mette in mostra al 27’ con un diagonale sul lancio di Giovinco che sfiora il palo lontano della porta di Boruc. Al 32’ Behrami viene sostituito da Mutu, al ritorno in campo dopo parecchio tempo. E proprio il rumeno sfiora il gol con un tiro dalla distanza deviato in tuffo da Mirante. Ma l’errore clamoroso lo commette Giovinco. Amauri lo serve perfettamente ma il suo destro da ottima posizione non è preciso e la sfera si spegne sul fondo. L’ex bomber della Juventus di testa al 40’ colpisce la traversa. Parma e Fiorentina si spartiscono la posta per un passettino in più verso la salvezza.