Udinese a forza 7, Delio Rossi salta? Lazio ko, Roma e Brescia vengono recuperate. Cesena all’ultimo respiro.

di Franco Avanzini

L’Udinese ottiene la più larga vittoria della sua storia in serie A infliggendo la sconfitta più dura per il Palermo nella massima divisione. Quattro le reti di Sanchez e tre di Di Natale. Delio Rossi con la valigia in mano. Male le romane. La Roma viene recuperata all’Olimpico da 2 a 0 a 2 a 2 mentre la Lazio cade malamente a Cagliari. Novantesimo positivo per il Cesena mentre il Brescia spreca il doppio vantaggio col Lecce ma protesta per una rete ingiustamente annullata dall’arbitro al 92esimo. Vittoria in rimonta per il Catania.
Bari-Fiorentina 1-1: pugliesi lasciato solo dai tifosi con molti ragazzi giovani in campo. Sette gli assenti tra i giocatori di casa oltre a Rossi squalificato. Esordio per Codrea ed Huseklepp. Mihailovic vuole i tre punti per sognare l’Europa. Ljajc e Mutu alle spalle di Gilardino nei viola. Meglio i pugliesi all’inizio con la viola che tende ad aspettare l’avversaria nella pronta metà campo. Al 20′, al primo vero tiro in porta, la Fiorentina passa in vantaggio. Lancio di Behrami per Gilardino, Glick è in clamoroso ritardo ed il bomber toscano insacca in diagonale. Va vicino al raddoppio la Fiorentina al 33′ con un cross di Comotto deviato da Mutu con la palla di un soffio a fondo campo. Ed il primo tempo si chiude con i viola in vantaggio. Ripresa con la Fiorentina che contiene un Bari quasi nullo ed i tifosi di casa che dal 9′ portano avanti una sonora quanto comprensibile protesta nei confronti dei propri giocatori. Donati trova un rimpallo favorevole su Boruc ma la palla vola sulla traversa. Romero in diagonale trova l’estremo difensore ospite alla presa facile a terra. Al 41′ Ghezzal dalla distanza, con un tiro a giro, trova la porta e la rete per il primo gol al San Nicola dei ragazzi di Mutti. E’ il pareggio e così si chiude la gara.

Brescia-Lecce 2-2: Bega assente in difesa nei lombardi al suo posto Mareco ed accoppiata Diamanti-Caracciolo a pungere. Rientrano Jeda ed Oliveira tra gli ospiti. Due squadre che si temono e trovano pochi spazi nelle rispettive retroguardie avversarie. Così latitano le occasioni da rete. La prima arriva al 14′. Diamanti conclude, Rosati si allunga e devia, interviene Koné che però in spaccata manda la sfera a fondo campo. Due minuti dopo cross dalla destra di Zambelli, colpo di testa di Caracciolo e palla in rete. E’ la segnatura dell’Airone contro i pugliesi. Al 18′ angolo di Diamanti e Zoboli di testa insacca in anticipo su Munari. E’ il 2 a 0. Ci prova Oliveira su punizione ma la conclusione è debole ed Arcari blocca. De Canio fa subito entrare Corvia al posto di Grossmuller. Diventano così due gli attaccanti per i salentini. Proprio il neo entrato al 31′ su tocco di Jeda ed il tocco di Munari, con un pallonetto, supera Arcari e riporta in partita la sua squadra. Non accade più nulla sino al doppio fischio di chiusura dei primi 45 minuti di gara. Il Lecce prova ad inizio ripresa a recuperare la gara ma non ha troppa inventiva ed il Brescia controlla seppur soffrendo parecchio. Mesbah ci prova al 20′ in diagonale ma Arcari devia in tuffo. Quattro minuti dopo la difesa del Brescia dorme su una rimessa laterale. La palla arriva a Munari che controlla e tira sull’uscita di Arcari. E’ il 2 a 2. Esplodono le proteste lombarde al 47′ quando un gol di Caracciolo viene annullato ingiustamente per un fuorigioco inesistente. Proteste che non finiscono neppure al triplice fischio di chiusura della gara.

Cagliari-Lazio 1-0: Kozak in attacco nella Lazio, con Zarate e Floccari in panca, Berni ancora in porta. Nené ed Acquafresca sono invece i due avanti dei padroni di casa. Assenti Pisano e Nainggolan ma gioca Lazzari a centrocampo. Berni coi pugni sul tiro cross di Cossu è la prima offensiva di una delle due squadre. Il portiere romano poco dopo esce male e Nené di testa manda a fondo campo. Gonzales in diagonale fa venire i brividi ad Agazzi. Hernanes lungo spiovente verso la porta ma il numero uno di casa devia in angolo. Spinge molto la Lazio alla ricerca del gol del vantaggio e nel complesso gioca meglio. Al 35′ Hernanes su punizione chiama Agazzi alla deviazione. Al 41′ clamoroso autorete laziale. Lancio in contropiede di Acquafresca, cross sul quale interviene André Dias che si porta la palla in fondo alla porta. Sardi in vantaggio e Lazio che dovrà recuperare nel secondo tempo. Ma la squadra di Reja non è in grande giornata e non riesce a trovare le giocate efficaci per cercare di recuperare il punteggio. Ci prova Ledesma dalla distanza ma Agazzi ribatte, entra Kozak di testa e la palla finisce di un soffio a fondo campo. Ci prova Hernanes ma la palla va fuori. Reja inserisce Floccari per dare maggior peso all’attacco biancazzurro al fianco di Kozak. Fuori dal campo va uno spento Sculli. Al 25′ Hernanes su punizione trova la deviazione fortunosa di Floccari con la palla che finisce sul fondo dopo aver toccato il palo esterno. Entra anche Zarate per Gonzales e la Lazio si gioca il tutto per tutto. Conti al 43′ su punizione chiama Berni alla deviazione in angolo. La Lazio si getta all’attacco negli ultimi minuti ma il risultato non cambia più.

Catania-Genoa 2-1: molte assenze nelle due squadre. Bergessio e Maxi Lopez sono i due punteri della squadra di Simeone con Gomez, trequartista. Rafinha squalificato, Milanetto, Konko infortunati, il Genoa manda in campo Moretti in difesa e Veloso a centrocampo. Il Catania parte forte ma il Genoa tiene bene con Palacio spina nel fianco della difesa avversaria. Il primo giallo arriva dopo dieci minuti e va a colpire Miguel Veloso reo di un fallo su Ledesma. Gomez ci prova dalla distanza ma la mira è sbagliata e la palla va sopra la traversa. Al 17′ Augustin commette fallo in area su Floro Flores ma per l’arbitro è tutto regolare. Il rigore però poteva starci. Un minuto dopo Palacio crossa, Floro Flores tocca indietro per la conclusione di Kucka. Andjucar non trattiene, entra l’attaccante ex Udinese ed insacca. Ma forse il genoano era in fuorigioco, comunque Genoa in vantaggio 1 a 0. Moretti viene ammonito e dalla susseguente punizione Silvestre di testa impegna Eduardo. Viene quindi sanzionato Potenza per gioco falloso. Al 27′ punizione di Veloso dalla fascia destra dell’attacco genoano con conclusione verso la porta deviato da Andjucar. Ci prova Lodi da fermo ma Eduardo blocca con facilità. L’ex empolese conclude anche poco dopo in diagonale ma il portiere rossoblu rinvia coi pugni. Pericoloso il Genoa la 35′. Cross di Moretti, testa di Marco Rossi traversa piena, riprende il capitano degli ospiti e tira ma Andjucar devia con una mano. Il Catania non punge ed il Genoa tiene distante la sfera dalla propria area di rigore chiudendo in vantaggio il primo tempo. Ricchiuti e Schelotto sono le novità d’attacco per gli etnei mentre i suoi tifosi espongono striscioni di protesta contro il diesse Lo Monaco. Al 5′ punizione di Lodi, vari rimpalli in area di rigore, portano la palla a Maxi Lopez che insacca per l’1 a 1 del Catania. Esordio nel Genoa di Antonelli che sostituisce Moretti. Quattro minuti dopo Maxi Lopez serve Bergessio che spara, la sfera tocca Criscito e termina in rete. Risultato ribaltato. Entra Paloschi ed esce Kucka. L’autore del raddoppio viene ammonito poco dopo per gioco falloso e così capita pure a Augustin.al 21′ Criscito atterra al limite dell’area Lodi e l’arbitro, incredibilmente, lo espelle. Genoa in dieci e sostituzione di Floro Flores con Jankovic. Il giocatore sostituito viene espulso per proteste e ne fa le spese pure Ballardini per proteste. Arbitro che rovina la gara. Al 29′ Augustin atterra Paloschi in area e per l’arbitro è rigore ed espulsione dell’etneo. Dal dischetto va Veloso ma Andjucar manda in angolo allungandosi sulla sua sinistra. Un attimo dopo Lodi in diagonale calcia e colpisce il palo alla destra di Eduardo. Finisce col successo del Catania che allontana la squadra di Simeone dalla zona che scotta della classifica. Ma l’arbitro….

Cesena-Chievo 1-0: romagnoli che le provano tutte per vincere mentre i clivensi puntano all’ennesimo ics stagionale. Cesena con i ‘soliti’ undici: Rosia ed Jimenez trequartisti dietro a Bogdani. Thereau e Pellissier in campo e l’ex Moscardelli invece in panchina. Locali che attaccano con constanza soprattutto con Rosina senza però mai arrivare alla conclusione. Rosina prima e Bogdani dopo finiscono a terra in area di rigore veneta ma per l’arbitro è tutto regolare. Il Cesena attacca ma non passa mentre il Chievo si difende con ordine senza però pungere troppo. Alla mezzora Rosina di testa anticipa tutti ma spedisce di pochissimo la sfera a fondo campo. Bravo Sorrentino allo scadere della gara a frenare la corsa di Parolo. E qui si chiude una prima frazione in cui i romagnoli hanno attaccato senza però riuscire a bucare la difesa avversaria. Subito romagnoli in avanti con Jimenez al rientro in campo e con Parolo dalla distanza ma in entrambi i tentativi è bravo Sorrentino a deviare, prima coi pugni e quindi con i piedi. Ficcadenti toglie Rosina, tra i fischi per la decisione avuta dal tecnico, inserendo Malonga. Fernadez in diagonale chiama Antonioli alla difficile parata. Mandelli trattiene Bogdani in area e per l’arbitro è rigore. E’ il 43′. Batte Jimenez che insacca per il vantaggio romagnolo che è poi il risultato finale.

Palermo-Udinese 0-7: Munoz in panchina con Andelkovic in campo al fianco di Boco ed Hernandez in attacco. Torna Guidolin a Palermo che ritrova Sanchez in attacco al fianco di Di Natale. Sanchez di testa dopo due minuti offre la prima foto a Sirigu che blocca peraltro facilmente. Palermo inizialmente in difficoltà. Portiere di casa bravo anche su un’inzuccata di Zapata. Come logica conseguenza, arriva il gol. Cross di Armero, testa di Di Natale in anticipo su Andelkovic e palla in fondo al sacco. 1 a 0 ospite. Cassani ci prova subito ma non inquadra la porta. C’è solo l’Udinese in campo ed il raddoppio giunge al 16′. Batti e ribatti in area, arriva Sanchez che stoppa la sfera e, dal dischetto del rigore, insacca col sinistro. E fa 2 a 0 per gli ospiti. Palermo annichilito. Di Natale prosegue il suo show e poco dopo conclude con Sirigu che ribatte la sfera coi pugni. Al 27′ contropiede dell’Udinese con Sanchez che, lanciato da Di Natale, evita Sirigu in uscita con un doppio passo ed insacca per il 3 a 0. Di male in peggio i rosanero che al 39′ perdono Bacinovic espulso per somma di ammonizioni ed un minuto dopo Sirigu sbaglia la parata, Sanchez di tacco, Bovo serve involontariamente Di Natale che insacca per lo 0 a 4. Ma non è finita. Il Palermo crolla con Sanchez che evita un avversario e con un rasoterra insacca. I fischi del Barbera fanno chiudere 45 minuti in cui c’è stata solo una squadra in campo. Al 3′ della ripresa Sanchez impegna Sirigu, riprende la palla e fa la quaterna personale, sesto gol per i friulani. Al 14′ Darmian atterra Armero in area di rigore. Per l’arbitro è penalty ed espulsione del giocatore di casa (Palermo in nove). Dal dischetto va Di Natale che non sbaglia e fanno 7 e qui si chiude la partita. Per Delio Rossi il rischio esonero è reale.

Roma-Parma 2-2: Totti alla 600esima gara che la giocherà da titolare al fianco di Vucinic. Esordio per Montella all’Olimpico. Borriello va in panchina. Ospiti con Zaccardo in campo mentre Giovinco ed Amauri saranno le due punte mentre Crespo siederà a fianco di Marino. Parte meglio il Parma con la Roma un po’ contratta. Il primo tentativo, di testa, è però dei padroni di casa con palla alta di Cassetti. Alessandro Lucarelli al 17′ atterra con una spallata Taddei in area ed è rigore. Dal dischetto va Totti che insacca. Il secondo tiro arriva al 35′ ed il raddoppio. Da un angolo la palla viene deviata di testa da De Rossi, Mirante devia, la palla arriva a Juan che la stoppa e conclude nella porta vuota. Ma la difesa del Parma ha fatto la bella statuina. Si fa male Pizarro allo scadere ed entra Simplicio con la Roma che chiude sul 2 a 0 grazie a due soli tiri in porta. Ad inizio secondo tempo ci prova Candreva a riaprire la gara ma il suo diagonale finisce sul fondo. Marino fa entrare Crespo per Morrone per cercare di dare maggiore spinta offensiva al Parma. Al 19′ Totti salta tre uomini sul limite dell’area e spara un rasoterra che Mirante mette in angolo. Cinque minuti dopo Amauri di testa si alza bene ma colpisce male e la palla finisce alta sulla traversa. Al 29′ dalla destra arriva un traversone sul quale si getta Amauri che di tacco, da dodici metri dalla porta, trova il gol dell’1 a 2. Passano tre minuti, la difesa giallorossa dorme ed Amauri ne approfitta per il pareggio in mischia. Ma gli emiliani perdono Paci, per somma di ammonizioni. Proteste locali per un braccio in area di Pisano sul colpo di testa di Brighi ma l’arbitro fa proseguire. Ma è il Parma ad andare più vicino alla rete prima con Dzemaili la cui conclusione viene deviata da Doni eppoi con una palombella di Giovinco con palla di un soffio alta. Roma fischiata alla fine da un pubblico sin troppo tranquillo.