Di Carlo contestato: lascia o no? Ma anche Garrone ha le sue colpe.

di Franco Avanzini

E’ il 42′ della ripresa della gara Sampdoria-Cesena con il risultato favorevole agli ospiti per 3 a 1, dalla Gradinata Sud i tifosi stendono uno striscione alquanto eloquente: ‘Di Carlo vattene’.

Ed anche i cori che arrivano da tutti i settori dello stadio ripetono in pratica le stesse parole. Tutto questo mentre il presidente blucerchiato Garrone aveva già lasciato da un paio di minuti lo stadio perdendosi, oltre alla contestazione, pure la rete su rigore di Maccarone in chiusura di gara.

Cosa succederà adesso? Di Carlo darà le dimissioni oppure la società deciderà di sollevarlo dall’incarico? Domande a cui non è stata data ancora risposta. Ma è evidente come la posizione del tecnico ex Chievo sia estremamente delicata.

Ma la colpa non è solamente dell’allenatore. La società ha fatto la sua parte con la doppia cessione di Cassano (peraltro preventivata dopo lo screzio avuto tra giocatore e presidente) e soprattutto Pazzini, giunta quasi come un fulmine a ciel sereno. Ed i rimpiazzi non sono stati all’altezza. Maccarone dal Palermo e Macheda in prestito dal Manchester Unites con la benedizione di Ferguson. non potevano certamente far dimenticare i due partenti.

In previsioni ci sono tre gare decisive nella lotta per la salvezza: Catania in Sicilia, Parma a Marassi e Chievo a Verona. Sfide dalla quale la Sampdoria non può non uscire con dei punti. Con o senza Di Carlo? Noi propendiamo per una nuova Sampdoria con un nuovo traghettatore che dovrà prendere in mano una brutta gatta da pelare. Nella speranza, possibilmente, che non sia uno straniero visto che, ed i ricorsi storici lo dicono appieno, quando arrivò in corso d’opera David Platt la fine fu disastrosa con la retrocessione in serie B.

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