Difese di ferro, Nesta e Zanetti i leader. Retroguardie d’hoc. Milan ed Inter alla resa dei conti.

di Franco Avanzini

La giornata del derby è arrivata. Stasera, ore 20.45, si alzerà il sipario sulla stracittadina milanese che potrebbe decretare la risposta più logica alla domanda più evidente. Si riapre o no il campionato?

Nel frattempo non ci resta che valutare, dopo l’attacco ed il centrocampo, la fase difensiva delle due formazioni. Con i pro ed i contro che ogni reparto di ogni formazione di tutte le divisioni nazionali hanno.

INTER: la retroguardia nerazzurra ha subito sinora 32 reti, quarta difesa del campionato a pari gol subiti con il Chievo. In trasferta ne ha presi 15, terza in questa speciale graduatoria, assieme a Juventus e Genoa. Nelle ultime tre trasferte ha ottenuto tutti e tre risultati possibili. Positivamente la squadra di Leonardo può vantare un Ranocchia in formato super sia nell’attuale momento ma soprattutto in prospettiva futura. Ha senso della posizione e, sui calci d’angolo, riesce quasi sempre a trovare il tempo giusto dell’impatto di testa con la palla. Altro giocatore su cui può fare affidamento appieno è Maicon. La sua forza fisica è strabordante, il suo impeto sempre eccezionale e le sue sgroppate spesso esaltano la platea nerazzurra. Può trovare anche la via della rete con il suo tiro oltre a confezionare preziosi assist. Non bisogna dimenticare Zanetti. Il capitano di mille battaglie che sa come presentarsi a questi incontri, importanti per mezza città. E’ l’allenatore in campo per l’Inter. Un giocatore che ha gran senso della posizione. Negativamente sono due le maglie in cui la difesa dell’Inter appare leggermente labile. Julio Cesar è un grande portiere anche se qualche volta combina leggerezze che, come sempre per un estremo difensore, equivalgono a gol subiti. Certamente ha esperienza anche se talvolta la troppa sicurezza finisce per farlo intervenire sul pallone in maniera troppo tranquilla. Chivu ha il carattere caldo de rumeni e, pur essendo un buon giocatore, qualche volta si fa prendere dal nervosismo finendo per far danno alla propria squadra. Alternative: ce n’è una e riguarda l’inserimento del giapponese Nagatomo sulla fascia al posto di Zanetti nel caso l’argentino fosse spostato a centrocampo.

MILAN: i gol subiti dalla formazione di mister Allegri sono 22. E’ la difesa meno perforata dell’intero torneo ed in casa ha subito la metà delle segnature come Udinese e Chievo (meglio ha fatto solo il Napoli con 9). Negli ultimi cinque incontri ha subito solo una rete in casa, del barese Rudolf nell’1 a 1 dell’ultima uscita casalinga della stagione. Positivamente conta su un Nesta che sta maramaldeggiando nella sua retroguardia. Di testa, di piede, con anticipi o di forza, l’ex laziale sa sempre come intervenire e non c’è attaccante che non abbia trovato in lui un osso duro da superare seppur sempre molto leale e poco falloso. Stesso discordo lo si potrebbe fare per Thiago Silva. Ha sicuramente meno esperienza del compagno di reparto anche se ne ha tutte le caratteristiche sopra citate. Certamente un punto in più riguarda la velocità che il brasiliano usa per rimontare gli avversari. Ha poi la capacità di cercare l’affondo offensivo oltre che di concludere a rete. Abbiati è un portiere non particolarmente spettacolare ma che bada al sodo. Non fa grandi parate plastiche ma da sicurezza all’intera retroguardia. Difficilmente si fa cogliere impreparato. Negativamente sono i due giocatori esterni ha dare minori garanzie ai rossonero. Antonini ed Abate spingono sulle rispettive fascia ma non sono sempre precisi nelle chiusure e difettano talvolta anche sui traversoni dal fondo. Poca esperienza e qualche intervento scomposto di troppo rendono pericolosi gli uno contro uno  che, durante la gara, potrebbero dover affrontare contro giocatori più scaltri e veloci. Partiranno con il freno tirato oppure cominceranno a spingere da subito? Molto dipenderà da come si incanalerà l’incontro. Alternative: Allegri in pratica non ne ha. Quattro uomini sono e quattro restano. Ipoteticamente potrebbe scendere in campo Zambrotta al posto di Antonini che darebbe più spinta sulla fascia ma minor copertura. Variabile attuabile dal tecnico rossonero in caso di volontà di imporre il proprio ritmo alla sfida. In panchina resterebbe poi Yepes che è il naturale sostituto di uno dei due centrali.


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