Roma, Totti coinvolto nelle carte dell’inchiesta ‘Mafia Capitale’: “Volevano rapire suo figlio”

totti-derossiROMA, TOTTI COINVOLTO NELLE CARTE DELL’INCHIESTA ‘MAFIA CAPITALE’ – Un circolo vizioso che forse non avrà mai fine. L’Inchiesta ‘Mafia Capitale’ sta scuotendo Roma minando ogni tipo di certezza ed oggi trapelando delle notizie importanti che vedono coinvolto anche il capitano della Roma, Francesco Totti.

Il nome del numero 10 giallorosso è stato tirato in ballo da Luca Odevaine, ex vice capo di Gabinetto dell’amministrazione Veltroni, che ha esplicitamente spiegato quanto successo al capitano della Roma: “Un giorno Vito Scala venne a parlarmi e mi disse che un ultrà della Roma, appena uscito dal carcere, era andato a dirgli che gli avevano offerto 50 mila euro per rapire il figlio di Totti. Mi chiese di verificare la cosa. Lo feci con l’allora comandante dei Carabinieri Luongo, col sindaco di Roma e col Questore Cavaliere -si legge sui verbali messi a disposizione della Procura Capitolina – La scelta cadde su alcuni vigili vicini alla pensione, che hanno svolto un ruolo di vigilanza fuori dall’orario di lavoro. Li pagava direttamente Totti: lui dava i soldi a me con un assegno tutti i mesi, poi io li davo a loro”. 

Pagamenti a nero con successiva denuncia sporta dallo stesso Francesco Totti, ma la faccenda si rivelo poi fasulla. Le minacce, però, nei confronti del capitano e di Daniele De Rossi erano tutt’altro che false: “Tanto il Totti quanto il De Rossi hanno negato di aver subito minacce, ma la negazione dei calciatori appare frutto del fondato timore di subire ritorsioni o comunque un male ingiusto alle proprie persone o a quelle dei propri familiari conviventi” si legge ancora negli atti. Daniele De Rossi è stato minacciato più volte con la frase “Ti veniamo a prendere sotto casa” da parte di ultras appartenenti a ‘Padroni di casa’, con lo stesso centrocampista che ha ribadito: “Vi prego, sotto casa no” in tono supplichevole.