Chevanton regala tre punti d’oro al Lecce. Brescia in serie B, Catania salvo. Udinese ed Inter ok.

di Franco Avanzini

Il Lecce si avvicina alla salvezza e tiferà Genoa in serata in un derby della Lanterna in cui la Sampdoria deve solo vincere per sperare nella salvezza. Tante proteste da parte del Napoli in Salento. Catania salvo e Brescia matematicamente retrocesso. Inter seconda, Udinese quarta altri verdetti a due giornate dalla conclusione ed in attesa di centottanta minuti davvero infuocati.

Bologna-Parma 0-0: Di Vaio e Ramirez partono dal primo minuto nell’attacco felsineo per cercare di regalare un successo che manca da troppe settimane. Mirante e Crespo sono out negli emiliani. Al loro posto rispettivamente Pavarini e Bojinov. Inizio lento e senza accelerazioni. Il Parma più propositivo ma il caldo si fa sentire. Al 7’ Giovinco colpisce un clamoroso incrocio dei pali dopo un errore in fase difensiva di Ekdal. Ospiti ancora vicini alla rete nove minuti dopo. Scambio Modesto-Giovinco, sfera a Valiani che però, sotto porta, conclude sopra la traversa. Gobbi e Modesto spadroneggiano sulle rispettive fasce non trovando praticamente ostacoli. Finalmente al 28’ si vede pure il Bologna con Di Vaio che lancia Ramirez che però viene chiuso dalla pronta uscita di Pavarini. Al 39’ si pareggia il conto delle traverse. A colpirla è Morleo con un gran tiro, la palla rimbalza su Di Vaio che però tira debolmente. E così il conto delle occasioni del primo tempo si pareggia per un risultato che, alla fine, potrebbe star bene ad entrambe. Felsinei più pericolosi all’inizio della ripresa anche se i ritmi non si alzano affatto. Il pubblico si innervosisce e comincia a fischiare le due squadre. Così la partita si chiude sul nulla di fatto.

Brescia-Catania 1-2: trio offensivo formato da Diamanti, Eder e Caracciolo nell’ultima chiamata in casa rondinelle mentre Maxi Lopez finisce in panchina tra gli etnei ed al suo posto gioca Bergessio. Locali che partono forte anche se Arcari regala un brivido su un rinvio errato. Al 6’ comunque arriva la prima palla gol con Diamanti che dalla distanza chiama Andujcar alla deviazione in angolo. Locali che non riescono però a far circolare la sfera in maniera fluida, così gli ospiti non hanno difficoltà nel controllare le offensive avversarie. Zoboli provvidenziale in difesa su Schelotto. Catania che comincia a carburare. Ed infatti la difesa colabrodo del Brescia al 27’ capitola. Silvestre riprende sulla destra una sfera schizzatagli dopo una punizione ribattuta e non da scampo ad Arcari. Gol importantissimo. Lombardi praticamente in serie B. Il nervosismo prende i giocatori di casa con Eder e Caracciolo che non si intendo e di fatto si mandano a quel paese. Catania controlla, Brescia non costruisce nulla. Da una mischia in area, Brescia pericoloso con proteste annesse per un fallo dubbio di Zoboli su Eder. Ci poteva stare il rigore. Negli spogliatoi toccherà a Iachini cercare di ricostruire il morale ai suoi ragazzi. Ma anche i primi minuti del secondo tempo non regalano emozioni ai tifosi di casa. Anzi, Caracciolo con un fallo finisce per frenare una possibile occasione bresciana. Padroni di casa che protestano per un fallo di mano in area non visto dall’arbitro. Tutti avanti su un angolo bresciano ma alla fine è Andujcar ad avere la meglio. Bergessio pericoloso con Arcari che sventa la minaccia. Alla mezzora Gomez ruba palla a metà campo e serve Bergessio che non ha difficoltà a battere il numero uno di casa. Brescia praticamente retrocesso e Catania matematicamente salvo. Allo scadere Diamanti su punizione accorcia le distanze per una rete che non serve a nulla. E così finisce la gara con il Brescia in serie B.

Cagliari-Cesena 0-2: fuori Conti con Ragatzu alle spalle di Acquafresca nei sardi. Romagnoli votati all’attacco con Budan assieme a Jimenez e Giaccherini. Gara combattuta sin dai primi minuti senza però nessuna occasione da rete. Il Cagliari spinge ma il Cesena si difende bene. Ragatzu si muove molto in attacco. Acquafresca la 24’ prova a spizzicare una palla di testa per cercare Biondini che però non ci arriva per un soffio. Sei minuti dopo si fa male Colucci ed al suo posto entra Sammarco. I sardi attaccano con i romagnoli che sembrano un po’ in difficoltà e devono stringere i denti. Al 40’ Missiroli spara dalla distanza facendo gridare al gol i propri tifosi ma la palla termina a fondo campo di pochissimo. Un attimo dopo, replica del cesena, con scambio Jimenez-Budan con Agazzi che anticipa il cileno sotto porta. La prima frazione di gioco si chiude con un miracolo di Antonioli che nega la rete a Missiroli dopo un bel lancio di Lazzari. Inizio di secondo tempo coi romagnoli più convinti e precisi in attacco. Si arriva così al 9’quando Jimenez, servito da Budan, in diagonale non da scampo ad Agazzi. La replica dei locali è affidata a Ragatzu che si libera perfettamente di Ceccarelli in area ma Antonioli è bravo ad intervenire. Missiroli ed Agostini cercano il pareggio senza trovarlo. Tanti cambi a metà ripresa, quindi tocca a Antonioli salvare il risultato sino al 39’ quando i suoi compagni trovano il 2 a 0 per merito di Malonga. Lancio a tagliare di Giaccherini per l’attaccante bianconero che non ha difficoltà a segnare. Il Cagliari reclama un rigore sul finire di gara ma per l’arbitro è tutto regolare e la gara termina con tre punti d’oro per il Cesena.

Inter-Fiorentina 3-1: Eto’o e Pazzini in attacco per cercare di tenere il secondo posto in classifica mentre i viola presentano la stessa squadra di sette giorni fa con Vargas, Gilardino e Cerci davanti. Senza pressioni le due squadre si affrontano a viso aperto. Eto’ porta lo scompiglio nella difesa ospite anche se è Pazzini, un grande ex, a concludere bene salvo non centrare la porta per un soffio. Ma la prima vera palla gol è per la Fiorentina con Gilardino che conclude col destro dopo una bella azione portata avanti da D’Agostino e rifinita da Cerci. L’Inter replica la 12’ con Pazzini che in girata colpisce la traversa dopo un tocco anche di Boruc. L’uomo più pericoloso dei nerazzurri porta avanti la sua squadra al 25’. Eto’o crossa per l’ex blucerchiato che difende palla, si gira e con un rasoterra non da scampo a Boruc. Tre minuti dopo la pratica viola sembra già archiviata con il raddoppio di Cambiasso che, di testa, raccoglie una punizione di Eto’o non dando scampo al numero uno ospite. Dopo una giusta chiamata su Gilardino lanciato a rete ma colto in fuorigioco, al 45’ Maicon sfiora il terzo gol sul quale Boruc ribatte coi piedi. Ancora il portiere ospite bravo ad evitare una possibile rete di Coutinho. E così l’Inter chiude il primo tempo. Più tranquillo l’inizio della ripresa con l’Inter che controlla una Fiorentina poco propositiva anche se sfiora il gol con Gilardino che supera anche Julio Cesar ma la sfera finisce fuori.. Al 12’ si fa vedere Cerci con un tiro da fuori parato a terra dal portiere di casa. Fiorentina che prova a spingere ma i nerazzurri frenano ogni iniziativa avversaria. Il gol comunque arriva al 29’ con Gilardino che stoppa la palla in corsa e batte Julio Cesar con un tiro imprendibile. I nerazzurri si scuotono e due minuti dopo riportano il punteggio avanti di due reti. Segna Coutinho  che trasforma un calcio di punizione. Nel recupero sfiora la tripletta personale Pazzini con un colpo di testa di poco a fondo campo. Inter che oramai ha il secondo posto in tasca.

Lecce-Napoli 2-1: dopo che la Giustizia Sportiva ha dato ragione a Di Michele, De Canio può puntare sull’ex giocatore del Torino assieme a Corvia per cercare di sfondare la difesa partenopea. Mazzarri sempre più distante dal Vesuvio ma con la voglia di chiudere sulla piazza d’onore. Partono forte i padroni di casa che mettono in grande difficoltà il Napoli. Munari ha la palla buona sul destro ma calcia male. Il Napoli prova ad alzare il baricentro del gioco mettendo la gara maggiormente sui piani dell’equilibrio. L’assenza di Di Michele tra i locali si fa sentire. Il primo tempo si chiude sul nulla di fatto dopo una partita con una sola occasione dal gol (Munari) ed un po’ di nervosismo, tre ammoniti (Maggio, Giacomazzi e Corvia). La ripresa si apre con il Lecce spumeggiante. Olivera in area viene atterrato da Campagnaro e per l’arbitro è rigore. Dal dischetto Corvia non da scampo a De Sanctis. Sciocchezza dell’attaccante pugliese che, già ammonito, stende Lavezzi subendo il secondo giallo. Lecce in dieci per i restanti 36 minuti di incontro. Mazzarri manda dentro Zuniga e Mascara per cercare il punto del pareggio. Proprio quest’ultimo trova al 21’ la rete del pareggio di testa correggendo in porta un cross dell’altro neo entrato Zuniga. Sostituzioni davvero azzeccate da parte di Mazzarri. L’ex giocatore del Catania ci riprova poco dopo ma la sfera finisce sul fondo. Quindi è Hamsik che conclude debolmente con Rosati che blocca. Cavani prima si mangia di testa un gol fatto poi al 29’ subisce il secondo giallo per un fallo su Olivera e quindi le due squadre si ritrovano in parità numerica: dieci contro dieci. Al 43’ il Lecce torna in vantaggio. Botta di Cheventon grande tiro dalla distanza. La palla tocca la traversa, ricade in campo e per l’arbitro tutto è regolare. Interviene il quarto uomo che da la rete ai pugliesi. Grandissime proteste da parte dei napoletani. Mascara al 51’ spreca di testa una buona opportunità e per il Lecce sono tre punti d’oro.

Udinese-Lazio 2-1: Champions League nel mirino per entrambe le squadre. Friulani col duo Di Natale-Sanchez nuovamente in campo mentre Reja punta su Floccari, Zarate ed Hernanes per restare sul quarto gradino. Bianconeri che pressano subito coi romani che giocano prevalentemente di rimessa pressando alto a centrocampo. Cala il ritmo e la Lazio esce fuori con alcune conclusioni di Zarate e Floccari che però non centrano lo specchio della porta. Di Natale si fa sentire con alcune occasioni sprecate sino al 35’ quando il neo capocannoniere del torneo batte Muslera con il destro dopo un bel assist di Sanchez. Udinese adesso quarta in solitaria. La Lazio non riesce a trovare il bandolo della matassa ed anzi al 42’ subisce il raddoppio ancora da parte di Di Natale. Sanchez serve Isla che dal fondo crossa per il bomber friulano che non ha difficoltà a battere il portiere ospite. Ed il primo tempo si chiude qui con i friulani sugli spalti a festeggiare un probabile quarto posto. Reja manda in campo Scaloni per un frastornato Garrido. La Lazio non riesce a premere con costanza e l’Udinese si difende senza soffrire. Di Natale si fa anticipare da Muslera in uscita ed al 19’ l’attaccante bianconero crossa per un compagno che non c’è. Hernanes si mette finalmente in mostra di testa con sfera di un soffio a fondo campo. Entra Rocchi per Floccari ed il neo entrato si procura un penalty, nell’occasione espulso Angella ma Zarate colpisce in pieno il portiere, che para in due tempi, sbagliando il rigore. Entra Kozak ed esce Hernanes. Il neo entrato al 31’ accorcia le distanze con un tocco sotto porta dopo un cross di Zarate. Quattro minuti dopo ancora pericoloso Kozak che di testa colpisce un clamoroso palo. Assedio Lazio, locali in clamoroso imbarazzo ma il punteggio non cambia più.

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