La Juventus vuol cambiare Lega? Zamparini applaude. Salutiamo tre società mentre Paolillo minaccia le ‘piccole’ squadre.

di Franco Avanzini

Qualche stranezza dal mondo del calcio. Ecco quelle della diciottesima giornata di ritorno.

Paolillo: il dirigente dell’Inter minaccia di non dare più soldi alle piccole nel prossimo calcio mercato evitando di comprare giocatori dalle restanti 15 squadre di serie A. Lotito e Zamparini fanno spalluccia tanto sanno che, prima o poi, Inter, Juventus, Milan, Roma e Napoli, avranno bisogno anche delle cosiddette ‘piccole’.

Agnelli: minaccia di portare la Juventus a far parte di un’altra Lega Calcio. Al solito ci pensa Zamparini, presidente del Palermo, a rispondere con un laconico quanto interessante. ‘siamo stati benissimo quando non c’era la Juventus’ richiamando alla memoria l’annata di serie B della Vecchia Signora.

Quattordici: la Fiorentina è la squadra con il maggior numero di pareggi nella stagione, ad una giornata dalla conclusione. Anche per questo motivo la formazione di Sinisa Mihailovic non ha potuto lottare per una posizione al sole in graduatoria. In casa la formazione di Gilardino ne ha ottenuti sei di cui ben cinque nel girone discendente.

Manganelli: non quelli usati dalla Polizia di Stato ma è il cognome del segnalinee che seguiva, sotto i distinti, le azioni d’attacco, nel primo tempo, della Sampdoria a Marassi contro il Palermo. La retrocessione della squadra del presidente Garrone ha anche la sua complicità che, a metà primo tempo, sullo 0 a 0, ha annullato una rete regolare a Pozzi. Eppure il prato del Ferraris ha delle belle linee longitudinali perfetto che aiutano proprio gli assistenti. Questa volta la topica è stata grave.

Ex juventini: quelli del Parma sono tanti e segnano a più non posso. Giovinco, Amauri, Palladino, Bojinov, tanto per fare qualche nome, hanno castigato la Juventus per la seconda volta in questa annata. 4 a 1 a Torino ed 1 a 0 a Parma con tre reti di Giovinco ed una di Palladino (unico non ex fu Crespo che realizzò in Piemonte il suo punto). E gli ex hanno segnato quasi l’80 per cento delle reti degli emiliani. Non fischieranno le orecchie al direttore sportivo Marotta?

Bari, Brescia, Sampdoria: ci lasciano per quest’anno ma dopo situazioni diverse. I pugliesi non sono mai stati in partita, hanno subito numerosi infortuni ed hanno abbandonato la massima divisione in pratica già alla fine del girone di andata. I lombardi hanno lottato per buona parte di stagione ma hanno pagato il cambio scellerato di panchina e si son svegliati in ritardo. I liguri erano addirittura noni alla fine del girone di andata ma hanno pagato la scelleratezza della società nel riuscire a perdere il duo Cassano-Pazzini senza trovare logici sostituti.

 

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