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Il rimpianto di Cassano: “Al Real insultai Capello senza motivo”

Scritto da
Francesco Agliata

IL RIMPIANTO DI CASSANO – La carriera di Antonio Cassano è stata sempre caratterizzata da clamorosi alti e bassi. Negli ultimi tempi la carriera del talento di Bari Vecchia è andata sempre più calando. Ne è un esempio lampante l’ultima negativa esperienza con il Verona, finita ancor prima di cominciare effettivamente.

GLI ESORDI DI CASSANO

Cassano, intervistato da CanalPlus, racconta la sua carriera sin dagli esordi a Bari Vecchia: “Fino a 17 anni ho vissuto la fame nel vero senso della parola. Mia madre non lavorava, era casalinga, e guadagnavamo 3-4mila lire al giorno. Giocavo per la strada e c’erano le persone più grandi che mi sceglievano, io guardavo chi mi dava mille lire in più o in meno. Ogni giorno giocavo in strada per guadagnare qualcosina“. La svolta della carriera arriva durante quel famigerato Bari-Inter in cui segna un gol fantastico: “Era la partita che poteva cambiare la mia vita in tutto e per tutto, farmi diventare ricco, famoso e anche bello. Il calcio fa diventare tutti belli”.

IL GRANDE RIMPIANTO DEL BARESE

Uno dei grandi rimpianti di Cassano è l’esperienza al Real Madrid, soprattutto un episodio in particolare: “Ero nel club migliore della storia, avrei potuto restare a lungo e vincere molto, avrei potuto fare la storia del calcio. Invece ho seguito il mio istinto e ho fatto i miei errori. Un giorno Capello mi ha sostituito e gli ho detto di tutto nel tunnel degli spogliatoi, l’ho insultato in italiano e in spagnolo, senza motivo. Dopo un anno di discussioni con tutti, ho lasciato”. Eppure quell’esperienza non era iniziata male, tutt’altro: “Dovevo sostituire Figo e Owen, due Palloni d’oro, il che significava che ero un grande giocatore anche se avevo 23 anni. A Madrid ho incontrato due dei più grandi campioni di tutti i tempi, Zidane e Ronaldo, il Fenomeno. Molti avrebbero pagato per giocare in quella formazione”.

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