CRISI ROMA: IL REAL PER RIPARTIRE. Che la Roma ci dica cosa vuole fare “da grande”. I giallorossi stanno vivendo, in patria, una stagione ai limiti dell’anonimato. O peggio, della Roma se ne parla ma, nella maggior parte dei casi, in negativo. Sì perché la quarta sconfitta in 13 gare di campionato è solo l’ennesimo campanello d’allarme che è suonato a Trigoria: l’ultimo ko, a Udine, ha messo in mostra tutti i limiti caratteriali e tecnici che questa squadra ha dentro di sé. Le responsabilità, oltre ai giocatori, vanno sicuramente imputate sia a Di Francesco che a Monchi (e con lui Pallotta), perché se è vero che quando si vince si vince sempre insieme, allora anche quando si perde non si può colpevolizzare solamente una parte degli attori in causa. I giocatori non sembrano avere mordente, non riescono nella maggior parte dei casi a reagire alle difficoltà, Di Francesco accusa da inizio stagione un atteggiamento sbagliato da parte dei suoi ma, ancora, non sembra aver trovato la soluzione a questo problema.
Una Roma che pecca di “garra” per dirla alla sudamericana, ma è anche vero che la “garra” o ce l’hai dentro oppure non ce l’hai. Chi aveva questa caratteristica, come Strootman o ancor più Nainggolan, sono stati venduti in estate non rimpiazzati adeguatamente. Se aggiungiamo la partenza di Alisson, si capisce come una squadra che ha sfiorato la finale di Champions sia stata smantellata e non ricostruita a dovere. Questa stagione dunque, almeno per ora (ma siamo quasi a metà campionato), non sembra voler la Roma tra le protagoniste. O meglio, la Roma non sembra in grado di poter recitare una parte importante nel film di questa stagione. Quasi a metà classifica, fuori dalla zona Europa League, con la Champions attualmente sola possibilità di ridare slancio a questo mesto finale di 2018. Per affrontare il 2019 con maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Ma la Roma deve decidersi, cosa vuole fare da grande?
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