Antonio e Giuseppe Conte hanno certificato la loro dipendenza da Lukaku e Casalino: ed il Conte Ter sembra naufragare, per entrambi
Ieri sono arrivate due sconfitte, anche molto pesanti. Quella di Giuseppe Conte è stato il fallimento della ricerca di un governo di unità nazionale attorno al nome dell’avvocato del popolo. La figura di Conte è passata, in questi mesi, quasi da subalterna a quella del suo portavoce, quel Rocco Casalino che gestiva le conferenze, che appariva come il Machiavelli che faceva e disfaceva. L’uomo che ha affollato anche le cronache mondane, che appariva come colui che poteva tramutarsi in novella Penelope, per poi finire disfatto tra i suoi stessi lacci di seta.
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Il Ro(cco) di Giuseppe Conte, ieri è scomparso, anche dalle cronache, ed ha vissuto la giornata politica oggetto solo di qualche tweet ironico. Il Ro(melu) di Antonio Conte ieri era squalificato: ed anche Lukaku è stato oggetto di tweet, quelli che rimarcavano la assoluta dipendenza che il tecnico dell’Inter ha nei confronti del suo gigante.
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Eccola la strana e perdente dipendenza dei Conte dai loro Ro. Casalino e Lukaku che non hanno nulla in comune, salvo essere i protettori dei Conte. E senza protezione, Antonio e Giuseppe sono trapezisti senza rete, soprattutto quando le belle parole non bastano più.
Antonio, ormai, è ad un passo anche dall’addio alla Coppa Italia, in questa allergia ormai insanabile che ha manifestato nei confronti di tutto ciò che abbia a che fare con le coppe.
Chissà che la Presidenza Suning non abbia voglia di un rimpasto di governo nel medio periodo: o se uno scudetto, obiettivo minimo stagionale, non riesca a tenere in vita quello che sarebbe il Conte Ter. Perché la terza stagione di Antonio sulla panchina dell’Inter dipende dal tricolore e quindi da Lukaku. Ro(melu) deve riuscire lì dove Ro(cco) ha fallito, non riuscendo a trovare i fili giusti della tela di un altro Conte Ter.
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