Alla fine di Inter-Milan, che ha consegnato il pass per la finale alla squadra di Inzaghi, è arrivata una dura sentenza per le milanesi
La semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Milan ha testimoniato la ripresa dei nerazzurri dopo un periodo d’appannamento. Se il derby con i rossoneri di campionato ha generato i dubbi della squadra di Simone Inzaghi, questo di coppa può essere il trampolino di lancio per la ricerca del secondo scudetto consecutivo.
Il Milan dovrà farsi scivolare in fretta la delusione per la rinuncia all’obiettivo per concentrarsi immediatamente sul campionato. Domenica i rossoneri sono attesi da un confronto molto impegnativo all’Olimpico contro la Lazio di Maurizio Sarri. Un match che rifletterà la capacità degli uomini di Pioli di ripartire immediatamente. Su ‘La Gazzetta dello Sport’, del derby di ieri e della volata scudetto ha parlato una leggenda del calcio italiano.
Uno degli appunti mossi dal tecnico di Fusignano ha riguardato l’aspetto tattico: “Oggi, se vuoi vincere a livello internazionale, devi muoverti in trenta metri. Le squadre devono essere dei collettivi”, ha sentenziato Sacchi vedendo le due squadre muoversi sul terreno di gioco.
Proprio questo aspetto del gioco non è piaciuto all’ex ct dell’Italia che ha sparato una sentenza molto pesante: “Ad un certo punto mi è sembrata una partita tra scapoli e ammogliati”. Un modo arruffone di giocare che secondo Sacchi ha avvantaggiato la squadra di Simone Inzaghi: “In questo modo l’Inter è avvantaggiata sul Milan perché può sfruttare due chiavi importanti, tecnica ed esperienza. I rossoneri riescono a dire la propria soltanto se riescono a giocare di squadra. Se i rossoneri sono sparpagliati per il campo, mostrano tutti i loro limiti. Le distanze sono fondamentali”.
Promossi tre calciatori interisti: “Mi ha impressionato Lautaro, ma è scontato. Mi sono piaciuti moltissimo comunque anche Brozovic e Perisic. Nel Milan, Giroud è stato poco servito”.
In chiusura, Sacchi non ha mostrato dubbi su un altro aspetto: “Il risultato non condizionerà la volata scudetto. Non penso che possa influire molto sul morale del Milan. I rossoneri devono credere nelle loro qualità. In un gruppo giovane, le batoste si superano in fretta. L’importante è tornare compatti e uniti”.
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