L’ex attaccante ha rivolto dure critiche a FIFA e UEFA: i due organismi calcistici sono finiti sotto la sua lente d’ingrandimento
UEFA e FIFA nel mirino. Il modo in cui sta cambiando il calcio appare evidente a tutti gli appassionati sparsi in ogni angolo del pianeta ma anche agli addetti ai lavori e alle vecchie glorie che in maniera sempre più netta assistono al modo in cui la spettacolarizzazione dell’evento sta crescendo a dismisura.
I grandi flussi di denaro che il calcio è capace di generare con eventi di enorme copertura mediatica stanno influenzando anche l’agenda e il calendario del programma. Negli occhi di tutti è ancora presente lo spettacolo che ha preceduto la finale di Champions League di Parigi tra Real Madrid e Liverpool, prima della quale non è mancato qualche problema organizzativo.
Sul tema, in queste ore, ha preso una posizione forte Marco Van Basten, attaccante leggendario costretto a lasciare il calcio troppo presto a causa di alcuni problemi alle ginocchia. L’ex attaccante del Milan, autore di una delle reti più belle e ricordate della storia del calcio nella finale degli Europei 1988 contro l’Unione Sovietica, ha riservato una stoccata ad UEFA e FIFA.
Il calciatore olandese, attivo fino ai primi anni Novanta, è uno di quegli esponenti di un calcio totalmente differente rispetto a quello attuale e per certi versi “ostaggio” dei diritti televisivi. La spettacolarizzazione però non è passata inosservata a uno dei primi campioni acquistati da Silvio Berlusconi durante il suo percorso al Milan: “UEFA e FIFA vogliono soltanto guadagnare con le partite. Tenete questa roba lontano da noi – ha detto Van Basten facendo riferimento pure allo spettacolo di Champions League in alcune dichiarazioni raccolte dalla redazione di ‘Tuttomercatoweb’ -, noi vogliamo solo goderci una partita. Ci propinano gente che balla e canta quanto a noi interessa soltanto vedere delle gare di calcio”.
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