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Serie A

Milan, sfida scudetto con Inter e Juventus: il retroscena svelato da Maldini

Scritto da
Simone Cola

Dirigente e bandiera del Milan, Paolo Maldini ha raccontato un’interessante retroscena sull’ultimo Scudetto vinto dai rossoneri.

Pochi calciatori hanno fatto la storia come Paolo Maldini. L’attuale direttore dell’area tecnica del Milan da giocatore ha registrato numeri impressionanti: 902 presenze in rossonero, 126 con la Nazionale, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per club, ben 7 Scudetti. Un esempio di classe e longevità, oltre che di attaccamento alla maglia.

Intervenuto come ospite al Festival dello Sport 2022 in scena a Trento, la leggenda rossonera ha detto la sua mescolando ricordi di un passato glorioso e pensieri su un presente altrettanto ricco di soddisfazioni. E tra i numerosi passaggi interessanti del suo intervento si è soffermato sullo Scudetto vinto da dirigente.

“Quando sono venuto qui dovevo capire ancora molte cose. Sono stati 3 anni bellissimi e ricchi di soddisfazioni per il club e per i tifosi” ha detto, aggiungendo poi che “non giocando non scarichi l’adrenalina. Per cui questo Scudetto è stato molto diverso da quelli vinti da giocatore.”

Maldini ha poi svelato un retroscena molto importante che potrebbe aver deciso la corsa Scudetto ai danni di Inter e Juventus.

Maldini racconta: “Crederci è stato fondamentale per lo Scudetto”

“Mi era successa una cosa simile anche con l’ultima Champions League vinta da calciatore. La prima parte di stagione non era stata buona, giocavamo male. Così parlai con Ancelotti, e per cercare una reazione mettemmo in giro l’idea di vincere la Champions. Era successa la stessa cosa anche con lo Scudetto vinto con Zaccheroni“.

Insomma è stato fondamentale crederci: “Sono realista, ma è importante sognare. Credo sia il segreto di molti sportivi, sognare di arrivare al successo. Non ero certo di poter vincere lo Scudetto, ma sapevo cosa valeva la squadra l’anno scorso. Ci credevo”.

Ed ecco il discorso alla squadra, arrivato intorno a Natale: “Non avevamo budget e potevamo contare in difesa solo su Gabbia e Kalulu. Kjaer, Romagnoli e Tomori erano fuori, ma ho rassicurato la squadra. Poi dopo che Juve e Inter hanno preso Vlahovic e Gosens ci hanno messo a disposizione una cifra, ma l’abbiamo rifiutata e abbiamo deciso di andare avanti così. E da lì…”

Il resto è storia. Storia del Milan e del calcio italiano, scritta ancora una volta da una vera e propria leggenda vivente come Paolo Maldini.

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