La Roma ha perso quota a causa del grande numero di occasioni sprecate: la scarsa lucidità sotto porta complica la strada per la Champions
Il volo della Roma di José Mourinho anche quest’anno ha perso quota. I giallorossi hanno ridotto notevolmente i giri del motore nei venti giorni precedenti la sosta. Due sconfitte, altrettanti pareggi e una sola vittoria all’attivo hanno fatto perdere velocità a Lorenzo Pellegrini e compagni.
La squadra capitolina, dopo la sosta, dovrà sgomitare con le altre pretendenti per assicurarsi un piazzamento Champions. Qualcosa che sul lato romanista del Cupolone manca già dal 2019. Per farlo però Mourinho deve risolvere il problema che tormenta il suo gruppo: il gol. La Roma fatica a chiudere le partite. In questa stagione, soltanto quattro volte è riuscita ad imporsi con più di un gol di scarto sull’avversario. È successo ad agosto con il Monza, a settembre con l’Helsinki, ad ottobre con l’Hellas Verona e a novembre con il Ludogorets. Una volta al mese ha evitato noie ma solo con i brianzoli il successo è stato raggiunto veramente in scioltezza. Questo malgrado i numeri indicano una buona capacità di creare palle gol.
Il calcio proposto dall’allenatore portoghese potrà non accontentare i palati più fini, nonostante ciò la Roma è la seconda squadra per numero di grandi occasioni create in Serie A.
I giallorossi, fino alla sosta, sono riusciti a produrre 46 grandi occasioni nelle prime quindici partite. Una media di 3.07 a partita. Sotto questo aspetto, la squadra di José Mourinho è la più vicina ai numeri del Napoli (47), davanti a tutte le altre squadre che la precedono in classifica: Milan (44), Juventus (31), Lazio (28), Inter (41), Atalanta (37).
Malgrado ciò, e al netto di una componente catalogabile sotto il nome di sfortuna (i giallorossi sono nettamente primi nella classifica dei legni colpiti: 12), la Roma ha soltanto il decimo miglior attacco della massima serie con 18 reti realizzate. Meglio hanno fatto Udinese (24), Bologna (20) e Salernitana (19).
L’imprecisione sotto porta presentata da Tammy Abraham e compagni è sconcertante, come testimoniano le 36 grandi occasioni fallite fin qui (2.4 di media). I numeri dell’attaccante inglese, oggetto delle critiche e terminato al centro delle voci di mercato negli ultimi giorni, esprimono le ‘cattive abitudini’ romaniste. Il ‘9’ londinese è già andato in doppia cifra… ma per numero di gol mangiati (10). Il cattivo rendimento avuto in questa prima parte della sua seconda esperienza italiana gli ha fatto perdere il treno dei Mondiali.
Dybala è stato l’uomo più determinante in zona gol, il miglior marcatore della squadra, ma ha saltato il 43% degli impegni disputati (9 partite su 21). Al di là dei rinforzi di gennaio, la Roma deve risolvere il suo difetto di fabbrica se vuole insediarsi al tavolo della Champions.
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