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Napoli

Napoli, la sincerità di Repice: “Pensavo non arrivassero neanche quarti”

Scritto da
Sabrina Uccello

Il giornalista Francesco Repice parla della stagione del Napoli, dopo l’eccellente ennesimo risultato conseguito anche contro la Juventus.

A commentare Juventus-Napoli c’era all’Allianz Stadium anche Francesco Repice, giornalista e radiocronista di ‘Radio Rai’, il quale ai microfoni dell’emittente ‘Radio Marte’ ha descritto la serata dal punto di vista di chi ha narrato con emozione il gol dell’impresa di Giacomo Raspadori.

Giacomo Raspadori e Victor Osimhen, Juventus-Napoli (LaPresse)
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La prima stagione dell’ex Sassuolo in azzurro non è stata del tutto in discesa. Le gerarchie l’hanno spesso relegato in panchina e l’infortunio l’ha poi mandato in stand-by nel momento in cui avrebbe avuto maggiore spazio a sua disposizione. Il gol alla Juventus rappresenta anche quello del riscatto.

Ne è d’accordo il collega della ‘RAI’ che in diretta a tal proposito afferma: “Raspadori ha fatto venire i brividi. L’esultanza di Zielinski è stata giustamente liberatoria, perché quel gol certifica la vittoria del Napoli in stagione. Ora bisogna soltanto verbalizzare e formalizzare”.

Repice ritorna su Juventus-Napoli: “All in degli azzurri, scudetto del coraggio”

Rispetto alla partita Francesco Repice ritorna sugli aspetti tecnici e tattici che hanno caratterizzato l’atteggiamento delle due formazioni in campo: “Nel primo tempo gli azzurri hanno mantenuto il possesso della palla ma senza creare occasioni. La Juventus è stata più pericolosa. Dopo già nei primi minuti è cambiato qualcosa. La Juventus è sempre insidiosa, ma gli azzurri hanno fatto un vero e proprio all in sulla vittoria”.

Giacomo Raspadori e Victor Osimhen, attaccanti del Napoli (LaPresse)
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Nel commentare così il percorso stagionale del Napoli, il giornalista conclude: “Il Napoli si è preso dei rischi che possono condannare ma anche premiare. Quello che gli azzurri si appresentano a vincere è e sarà lo scudetto di tutti, ma innanzitutto lo scudetto del coraggio. Io per primo credevo che il Napoli non sarebbe arrivato nemmeno quarto dopo le cessioni di Koulibaly, Mertens, Insigne e Fabian. Invece quando hai coraggio e indovini, significa che tutti gli altri sbagliano e tu hai ragione”.

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