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Serie B

Che la follia di Brescia non oscuri i meriti del Cosenza

Scritto da
Giancarlo Di Stadio

Gli incresciosi episodi causati dalla tifoseria del Brescia rischiano di far passare in secondo piano la meritata salvezza del Cosenza.

Minuto ’95 del playout di Serie B tra Brescia e Cosenza. All’andata in Calabria, i rossoblù si erano imposti per 1-0. Un vantaggio annullato dalla rete di Bisoli ed un’inerzia che era tutta nei piedi delle Rondinelle. Le statistiche infatti, fino a quel momento, erano impietose per il Cosenza: 63% di possesso palla per il Brescia, 20 tiri a 3, nessun calcio d’angolo battuto dai rossoblù.

Il finale di Brescia-Cosenza è stata una delle peggiori pagine della storia recente della Serie B (LaPresse) SerieANews.com

Eppure, ci dispiace per gli amanti degli Expected Goals (che infatti recitavano un 0,15 di xG per gli ospiti) il calcio è materia irrazionale. E’ prima cuore, gambe, cervello e poi numeri. E così, al minuto 95′, mentre ormai si prefigurava un ulteriore assedio bresciano nei supplementari, arriva la rete di Meroni. Una rete che significa salvezza, una rete che però fa partire l’inferno sugli spalti e in mezzo al campo.

Già perché parte della tifoseria del Brescia non accetta il beffardo verdetto del campo e, visto che parliamo di un playout, della stagione. E così piovono fumogeni in campo, con l’arbitro Massa che, dopo l’intervento della polizia, non può far altro che prendere atto che gli ultimi secondi della partita non si possono giocare. Tutti negli spogliatoi e verdetto deciso: Cosenza salvo e Brescia retrocesso.

Diamo i giusti meriti al Cosenza

Ciò che però deve far riflettere non è solo il pessimo comportamento da parte di parte del pubblico bresciano, ma anche che questo pessimo comportamento si è preso le prime pagine dei giornali. Dietro i fumogeni e una frangia di tifoseria che non accettava la beffa del campo, vengono oscurati i meriti del Cosenza. Una squadra che ha sofferto, ha resistito, ha combattuto e poi, anche con un pizzico di fortuna ha vinto. Ma è il calcio, lo sport aleatorio per eccellenza, la questione di centimetri. O di secondi. E per una manciata di secondi, per un gol arrivato in pieno tempo di recupero, il Cosenza è in B. E lo è con merito.

Un gol nel finale regala al Cosenza la permanenza in cadetteria (LaPresse) SerieANews.com

Perché se guardiano indietro al campionato dei calabresi non possiamo che dare merito ad una squadra che, con risorse economiche inferiori a diverse ‘corazzate’ soprattutto del Centro-Nord è ancora in B. Per il sesto anno consecutivo. Stiamo parlando, con il Cosenza, della squadra dal minore valore di mercato della rosa (13 milioni complessivi), un quarto del valore del Genoa (52 milioni) e poco meno della metà del valore del Brescia (24 milioni).

Una squadra che, a metà stagione, sembrava letteralmente spacciata. Una squadra che, alla 21esima giornata di campionato era ultimissima con 18 punti in classifica e che, nelle restanti 16 giornate ha invece messo a referto 22 punti. Merito di un gruppo che non ha mai mollato e di un tecnico come William Viali che ci ha sempre creduto. Una squadra, il Cosenza, a cui andrebbero tributati i giusti meriti. Perché invece di parlare di gesti che poco hanno a che fare con il calcio e lo sport, è sempre più giusto e sempre più bello parlare di calcio.

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