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Serie A

Addio al Decreto Crescita, ecco perché il calcio italiano rischia di scomparire

Scritto da
William Scuotto

Una volta saltato il Decreto Crescita, le squadre della nostra Serie A dovranno superare ostacoli ancora più ardui in sede di calciomercato.

La Serie A è pronta per scendere in campo anche prima di Capodanno. Dopo le gare  giocate una settimana fa al ridosso del Natale, infatti, le squadre del nostro campionato stanno per scendere in campo anche prima dell’ultimo dell’anno. Le prime big a scendere in campo sono il Napoli e la Fiorentina che, rispettivamente, ospiteranno il Monza di Palladino ed il Torino di Ivan Juric. 

Mentre nella serata di domani ci sarà la sfida dell’Inter al Marassi contro il Genoa di Alberto Gilardino. Mentre nella giornata di sabato ci sarà lo scontro diretto dell’Allianz Stadium tra la Juve di Max Allegri e la Roma di José Mourinho. Tuttavia, questo giorno di vigilia del ritorno al campionato è stato contraddistinto da brutta notizia.

Come riportato dall’Ansa’, il Consiglio dei Ministri, nella riunione di questa sera per discutere del decreto ‘Milleproroghe’, non ha infatti prorogato il famoso ‘Decreto Crescita’, ovvero l’agevolazione fiscale che ha permesso ai club italiani di garantire ai giocatori che venivano da campionati esteri a percepire dei lauti stipendi. Questa decisione da parte del Governo, di fatto, porterà con sé delle grosse novità per tutto il nostro movimento. 

Le squadra italiane senza Decreto Crescita avranno ancora meno appeal rispetto a quelle estere

Le squadre italiane, di fatto, non avranno più la possibilità di convincere giocatori importanti a venire a giocare nel campionato italiano. Senza il ‘Decreto Crescita’, di fatto, la Serie A perderà ancora di più appeal, visto che il gap con le altre leghe, soprattutto con la Premier League, aumenterà ancora di più.

Anche la stessa Lega di Serie A, tramite una nota, ha mostrato tutto il proprio dissenso per questa scelta del Governo: “E’ un errore, senza proroga, ci saranno sia minori incassi per i club del campionato italiano che meno tasse per lo Stato. Confidiamo che il Parlamento possa correggere questa decisione”. 

Se dovesse essere confermata l’indiscrezione lanciata dall’Ansa, quindi, le squadre del nostro campionato già a partire dalla prossima sessione di mercato di gennaio non potranno più aderire alle agevolazioni fiscali che regala il ‘Decreto Crescita’. Quest’ultimo, infatti, permetteva ai club di poter usufruire di uno scontro del 30% sul stipendio lordo del calciatore che si voleva ingaggiare. 

 

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