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Tommy, il piccolo tifoso della Fiorentina che ha conquistato i social: il sogno di incontrare Dodo e diventare come De Gea

Scritto da
Claudio Galuppi

Un bambino con i guanti un po’ troppo grandi, la sciarpa viola stretta al collo e un’idea chiara in testa: parare tutto. La rete mormora il suo nome, “Tommy”, e all’improvviso quel sogno semplice — incontrare un terzino che corre senza paura, diventare un portiere che non trema — sembra più vicino.

Tommy, il piccolo tifoso della Fiorentina

Tommy è un piccolo tifoso della Fiorentina. Lo si capisce da come guarda il campo. Non chiede luci, chiede palloni. La sua storia ha iniziato a muoversi di bacheca in bacheca, poi di chat in chat. È diventata virale sui social. Non conta tanto il numero delle visualizzazioni. Conta il perché. C’è una madre che racconta, con una frase che buca lo schermo: «Mio figlio fa il portiere e vuole diventare come De Gea», spiega Vania Franchi. È una dichiarazione semplice. È anche una linea di rotta.

Un tifo che diventa racconto

Tommy sogna due cose. Ma non lo dice subito. Prima c’è la routine. Allenamenti sul sintetico, ginocchia verdi, prese di base, tuffi sul lato debole. Chi para sa che la tecnica è una scienza lenta. Qui arrivano i modelli. Per lui il modello è David de Gea: riflessi, piazzamento, calma nelle mani. Dati alla mano, De Gea ha vinto il Golden Glove della Premier League nel 2017-18 e nel 2022-23, con 18 e 17 “clean sheets” (fonti: Premier League; Opta). Ha difeso la porta del Manchester United dal 2011 al 2023 e vanta oltre 40 presenze con la nazionale spagnola (UEFA, RFEF). Sono numeri che parlano. A un bambino dicono questo: si può arrivare.

Il secondo nome che ritorna è Dodô. Terzino destro brasiliano, classe 1998, in Fiorentina dal 2022 dopo l’esperienza allo Shakhtar Donetsk (dati: Transfermarkt; ACF Fiorentina). Ha affrontato un grave infortunio al legamento crociato nel 2023, con rientro graduale in squadra (comunicati ufficiali ACF Fiorentina, 24/09/2023). Perché proprio Dodô? Perché incarna un’idea: coraggio, ripartenza, gamba. Un bambino che para guarda anche a chi spinge, a chi tiene il ritmo della partita. E qui il sogno prende forma.

Il desiderio di Tommy

Eccolo, il punto che accende la storia a metà strada: Tommy vorrebbe incontrare Dodô. Lo immagina come un passaggio di testimone. Un consiglio veloce, magari un cinque battuto di corsa, una foto a bordo campo. Ad oggi non risultano comunicazioni ufficiali su un incontro già fissato o confermato. Ma il desiderio è limpido, dichiarato, condiviso. E quella frase della madre — «Mio figlio fa il portiere e vuole diventare come De Gea» — dà il ritmo alle giornate.

Contesto e riferimenti

– Fiorentina: club fondato nel 1926, finalista di Conference League 2023 e 2024 (UEFA). Un ambiente che negli ultimi anni ha puntato forte sui giovani e su infrastrutture come il Viola Park.
– De Gea: due volte Golden Glove in Premier League; Europa League vinta nel 2017; più volte Player of the Year nel Manchester United (Premier League; Manchester United).

– Dodô: profilo tecnico di spinta, dribbling, progressione. La sua storia recente parla di resilienza post-infortunio (ACF Fiorentina).

La storia di Tommy sui social

Sui social, la storia di Tommy funziona perché è concreta. Non promette titoli. Promette tentativi. Ogni parata è una conversazione con se stessi: ci provo ancora, salvo questo, riparto. È qui che un club, una città, una curva riconoscono il proprio riflesso.

Resta un’immagine: due guanti appoggiati a una porta di campagna, il viola che spunta tra i rami, un terzino che passa e un portiere che si lancia. Quante volte un sogno nasce così, nell’attimo prima del fischio? E noi, davanti a una rete vuota, abbiamo ancora il coraggio di tuffarci?

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