Dinanzi alla storia e a delle leggende del calcio mondiale, non esistono colori di maglia. O meglio, non dovrebbero esistere. Dovrebbe esistere solo il rispetto. Rispetto che, in questo caso, non c’è stato. Un po’ come sempre. Tutti uniti dopo la tragedia di Astori, nemici immediati un secondo dopo. Parliamoci chiaro: la rivalità tra tifoserie esiste ed esisterà sempre, ed è giusto che sia così, ma la mancanza di civiltà è un argomento che va oltre il calcio, oltre lo sport, oltre tutto. L’insegnamento di oggi è questo, lupus in fabula: per rispettare un murales dell’Inter è necessario essere interisti. Punto e a capo. Totale vergogna.
Questi gesti continuano ad allontanare le persone, a dividerle, a rendere il mondo del calcio una corrida. Reset totale dei valori e del rispetto. Annullamento dell’essenza dello sport. Un gesto che ci fa capire che, forse, nel calcio d’oggi, si può andare d’accordo solo con chi indossa una sciarpa con gli stessi colori…aspetto che ci fa sprofondare nel totale sconforto e che ci mette realmente paura.
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