Il presidente dei Millonarios attacca ad alzo zero il presidente Daniel Angelici perché secondo la sua versione intenzionato a speculare sugli incidenti provocati lo scorso sabato dai tifosi del River Plate prima della finale di ritorno della Coppa Libertadores, che la Conmebol ha deciso di rinviare e non disputare in Argentina. “Non è la fine del mondo se si perde, nessuno deve lasciare il Paese in caso di sconfitta -prosegue D’Onofrio in conferenza stampa-. Non siamo responsabili di quello che hanno fatto quei 50 criminali ma di quello che succede nella nostra terra”.
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“Non si può punire il River per quello che è successo -sottolinea infine il numero uno del River Plate – Se il governo e la città non sono in grado di offrire garanzie per il sano svolgimento di una partita allora vuol dire che il nostro paese è messo davvero male. Noi, comunque, giochiamo anche sulla luna. Se non disputeremo la sfida al Monumental restituiremo tutti i soldi che abbiamo incassato. Chiedo scusa, dal profondo del cuore, a tutti quei 66.000 tifosi a cui sono stati rovinati due giorni di festa da parte di gente che sicuramente non aveva neanche i biglietti per la sfida”.
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