Infantino ha così ammesso: “Giocare a maggio? Prima la salute. Poi tutto il resto. E il resto, per i dirigenti, significa sperare il meglio ma anche prepararsi al peggio. Senza panico, diciamolo chiaramente e facciamo un annuncio: si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno, non è detto che sia aprile o maggio. Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms. Io ringrazio dottori, infermieri e tutti quelli che rischiano la loro vita per salvarne altre. Loro sono eroi”.
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Il presidente ha poi aggiunto: “Contratti? Ora pensiamo alle modifiche e alle dispense temporanee per i regolamenti sullo status dei calciatori e i trasferimenti, così da allungare la scadenza del 30 giugno. Per proteggere i contratti e adeguare i periodi di registrazione. Servono misure dure. Ma non c’è scelta. Dovremo tutti fare sacrifici”.
Infine spazio alla possibile rivoluzione: “Forse meno squadre, ma più equilibrate. Meno partite per proteggere la salute dei calciatori, ma più combattute. Non è fantascienza, parliamone. Quantifichiamo i danni, vediamo come coprirli, facciamo sacrifici – sarà avvantaggiato chi ha gestito la propria “azienda” in modo sano – e ripartiamo. Non da zero, siamo privilegiati. Ma salviamo tutti assieme il calcio da una crisi che rischia di essere irreversibile”.
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