Federico Macheda fu etichettato da molti come il futuro del calcio italiano, le cose poi sono andate diversamente.
Nel mondo del calcio il rischio concreto per i giovani calciatori, è sicuramente quello di andare incontro ad avventure difficili da gestire. Ambienti caldi, che corrono il rischio di avere un effetto controproducente. La storia di questo sport è piena di esempi, per i calciatori ma anche per gli allenatori.
Esperienze particolari che poi sono frutto di racconti soprattutto negli anni successivi, quando le acque si placano ed il momento di raccontare le scomode verità. Federico Macheda, ad esempio, è stato uno dei giovani di belle speranze finito fin da subito al centro dell’attenzione.
L’esperienza al Manchester United poteva rappresentare un trampolino di lancio importante, e la verità è che molti scommettevano proprio sul fatto che l’attaccante da lì sarebbe potuto diventare un calciatore di spessore. I fatti, però, hanno visto la carriera del ragazzo classe ’91 andare in ben altra direzione.
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Dopo il passaggio dalle giovanili della Lazio a quelle dello United, il giovane Macheda ha avuto spazio anche nella prima squadra dei red devils, riuscendo fin da subito ad attirare grande attenzione su di sé.
Poi la scommessa, quella della Sampdoria, per la prima esperienza in Serie A dove non trovò, però, grande brillantezza. Da lì una lunga serie di prestito in tutta Europa che lo portarono al ritorno anche in Italia con il Novara, in Serie B. Ora Macheda gioca in Grecia, al Panathinaikos, dove sembra aver finalmente trovato stabilità.
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Eppure, quello del giocatore romani è un racconto particolare, quello concesso al Daily Mail, dove si sofferma in particolare sull’approdo alla Sampdoria: “Quei sei mesi hanno rovinato la mia carriera perché hanno cercato di uccidermi come calciatore. Ho iniziato a dubitare un po’ di me stesso!”, la testimonianza di Macheda.
“Pensavano che, visto che ero del Manchester United, allora li avrei salvati ma in realtà non ero pronto. Ero ancora un giovane. Il Panathinaikos è la squadra giusta”, la chiosa dell’attaccante.
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