Due scontenti a cui restituire il sorriso: per questo era nata l’idea dello scambio Dzeko-Eriksen tra Roma e Inter. I nerazzurri dicono ‘no’
Non era una cattiva idea, ci si poteva lavorare, ma l’Inter ha detto no subito, sapendo di non avere soldi per alimentarla. Lo scambio Eriksen-Dzeko se ne resta lì, nella sua fase embrionale, perché non ci sono i presupposti economici per realizzarlo. Una suggestione anche coerente con le esigenze dei due calciatori, ma difficile da concretizzare. L’Inter dice: vorrei, ma non posso. Non ci sono possibilità di coprire l’ingaggio da 7.5 milioni a stagione del bosniaco. Bisogna ridurre il tetto degli stipendi e non aumentarlo. Dzeko, pupillo di Conte da anni, resterà un eterno sogno, così come Eriksen per la Roma. Le due società ci hanno provato, anzi sono stati i giallorossi a sperarci: tentativo vano.
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Dzeko, rapporto ai minimi termini con Fonseca, ed Eriksen, mai felice con Conte, potevano restare in Italia ma cambiando casacca. Non accadrà. La Roma avrebbe accettato, era disposta a parlarne, l’Inter anche, ma solo in teoria. S’è fermata subito. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ricorda dei 7.5 milioni di stipendio di Dzeko, troppi per la società nerazzurra, che deve ridurre il monte ingaggi e non può permettersi un calciatore simile.
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Ma il mercato è ancora lungo, manca una settimana alla fine, e uno come Dzeko fa comodo a tante società, così come Eriksen, fuori dai piani di Conte ma dentro le idee di molti altri allenatori. Inter e Roma continueranno a lavorare per trovare la migliore soluzione che accontenti tutti.
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