Il Milan deve fare i conti con i problemi legati ai contratti in scadenza: per Donnarumma l’accordo è ancora lontano
Lontani, senza che i giorni che passano portino ad un avvicinamento. Gianluigi Donnarumma e il Milan fanno i conti con una trattativa per il rinnovo complicata. La volontà delle parti di continuare insieme non basta se di mezzo c’è un procuratore come Mino Raiola. La distanza tra la società e l’agente resta, i punti sui quali non c’è accordo pure. Come si legge sulla Gazzetta dello Sport non si sono registrati passi in avanti rispetto alle scorse settimane. Problema di ingaggio con i 10 milioni chiesti da Raiola e i 7,5 cui si è spinta la società. Problema di durata con i 5 anni offerti dal Milan e il procuratore che non vorrebbe spingersi oltre i due anni.
Proprio questa è l’aspetto che crea più di qualche malumore in casa rossonera. L’idea di un accordo a breve scadenza è sintomo di un Raiola che vuole guardarsi intorno. Il procuratore sa che con la crisi economica dovuta al Covid, nessuna società potrà offrire i 10 milioni di ingaggio chiesti al Milan. Ma nei prossimi mesi potrebbe esserci la ripresa ed allora tenersi una ‘via di fuga’ fa gola a Raiola.
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L’idea di Raiola è quello di un contratto ponte per Donnarumma: un anno o due soltanto in più, ipotesi che spaventa non poco il Milan. Dovesse spuntarla, infatti, verrebbe a cadere nell’immediato la possibilità che il portiere firmi a zero per un altro club (la Juventus è tra le società più interessate), ma la questione si riproporrebbe con tutta la sua forza tra uno o due anni.
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Ecco allora che la società spinge per un contratto pluriennale e mette sul piatto una cifra importante: 75 milioni in cinque anni per blindare Donnarumma. Al momento non basta e i mesi passano: appena quattro e sarà addio. Serve la svolta ma attualmente le parti restano ognuna ferma nella propria posizione. Una questione delicata che finora non ha inciso nelle prestazioni del portiere, ma che presto potrebbe tramutarsi in un vero problema.
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