Antonio Conte infuriato dopo il via libera arrivato per i calciatori dell’Inter: la contraddizione che affligge il provvedimento
E’ guerra aperta tra Inter, Federazioni e ATS. Il nodo del contendere è il provvedimento arrivato la scorsa settimana che ha bloccato gli allenamenti dei nerazzurri, oltre alla partite tra la squadra di Conte e il Sassuolo. Un provvedimento per il quale la stessa ATS è pronta a concedere una deroga consentendo ai Nazionali di partire per i rispettivi ritiri. Lo si apprende dalla ‘Gazzetta dello Sport’, secondo cui l’Agenzia di Tutela alla Salute avrebbe fatto trapelare un via libera informale alle quattro Federazioni che hanno presentato richiesta tramite il Ministero della Salute.
Croazia (Brozovic e Perisic), Belgio (Lukaku), Slovacchia (Skriniar) e Danimarca (Eriksen) potranno avere i propri calciatori se i tamponi di ieri risulteranno tutti negativi. Questo per una norma internazionale che consente a tutti i lavoratori di terminare il periodo di isolamento iniziato all’estero nel proprio paese di origine. Un via libera che non riguarda i nazionali italiani (Barella, Bastoni e Sensi).
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La novità che arriva dall’ATS e che sarà confermata in caso di negatività dell’intero gruppo squadra fa andare su tutte le furie l’Inter e Antonio Conte. Secondo quanto si legge sullo stesso quotidiano milanese, la società ritiene che il via libera riguardi soltanto la possibilità di raggiungere il proprio Paese e di allenarsi, ma non di disputare partite. Questo perché i match implicherebbero altri viaggi ed altre occasioni di contagio.
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In realtà i calciatori una volta arrivati in patria, dovrebbero sottostare alle normative vigenti nel proprio paese e non più al dispositivo dell’ATS. Un bel grattacapo quindi che arriva a rovinare l’umore dei nerazzurri che ieri hanno potuto sorridere per la sconfitta della Juventus che di fatto togliere una rivale nella corsa scudetto.
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