La Fiorentina vuole ripartire da Vlahovic, l’attaccante serbo è la speranza della Viola per un futuro migliore dopo le ultime deludenti stagioni.
Il presidente Rocco Commisso è ambizioso, ha sempre dichiarato che è venuto ad investire in Italia con la voglia di far bene. Lo dimostra l’investimento sul centro sportivo, senza i freni della burocrazia italiana sarebbe andato avanti in maniera spedita anche per lo stadio.
Nel progetto della Fiorentina che verrà la stella è Dusan Vlahovic. La Viola, con trenta punti e solo otto lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione, s’aggrappa al suo bomber, che ha realizzato 15 gol e 2 assist.
Commisso si sta già muovendo per il rinnovo ma la “musichetta” della Champions League tenta Vlahovic, la Juventus e il Milan sono sulle sue tracce.
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La Fiorentina non vuole assolutamente cedere Vlahovic e lo fa capire con la valutazione che gli attribuisce. I club, che vogliono provare a strappare il bomber serbo alla Viola, dovranno investire 60 milioni di euro scommettendo su un giocatore molto giovane dopo la sua seconda stagione in serie A.
In Italia è difficile che possano esserci proposte di questo tipo, la Fiorentina lo sa e ha già avviato i contatti con l’entourage per prolungare il contratto in scadenza a giugno 2023.
Vlahovic intanto polverizza i record, è il primo classe ‘2000 in assoluto a raggiungere quota venti gol in serie A. L’ultimo bomber della Viola, che ha segnato più di venti gol in serie A, ad appena ventuno anni risale al 1956, è Giuseppe Virgili.
Le statistiche riguardo all’incidenza dei gol segnati, invece, lo associano a Luca Toni nella storia della Fiorentina. Le reti di Vlahovic hanno portato finora 9 punti su 30, cioè il 30% del bottino stagionale della Viola.
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Toni soltanto ha fatto meglio nell’annata 2005-06, quando i suoi gol determinarono il 36% dei punti conquistati dalla Fiorentina.
Vlahovic vuole insidiare anche i migliori cannonieri della storia recente della Fiorentina: nel mirino ci sono Mutu a 17 gol e Gilardino a quota 19, nelle loro rispettive migliori annate. C’è poi la Serbia, il ct l’ha definito “il condottiero per i prossimi dieci anni”.
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