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Serie A

Under 21, i numeri che inchiodano il gap dell’Italia

Scritto da
Ciro Troise

Stasera si gioca la finale dell’Europeo Under 21, s’affrontano Portogallo e Germania, che arriva in fondo per la terza volta consecutiva.

L’Italia ha abbandonato la competizione ai quarti di finale proprio contro il Portogallo. La sensazione è che gli azzurrini siano andati anche oltre se stessi, riuscendo a competere fino all’espulsione di Lovato ai supplementari contro un avversario più forte.

Il ct Nicolato ha compiuto un ottimo lavoro perché ha dato un’anima e un’organizzazione di squadra che ha migliorato nelle prestazione il livello dei singoli.

L’ha confermato Rui Jorge, il commissario tecnico del Portogallo Under 21 che ai suoi ragazzi ha fatto l’esempio dell’Italia: “Hanno anima, se dobbiamo perdere dobbiamo farlo come loro”

Ci sono i numeri che inchiodano, però, il gap che ha l’Italia nei confronti delle due finaliste di stasera.

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Under 21 Portogallo (Getty Images)

Il gap nelle rose è evidente: l’Italia ha 13 giocatori in serie B

Nel calcio esistono i livelli che si formano con l’esperienza, la personalità si coltiva abituandosi a giocare gare importanti.

L’Italia Under 21 nel suo organico ha tredici giocatori che hanno disputato l’ultima stagione in serie B, il Portogallo soltanto due: Janelt in Championship e Dany Mota al Monza nella B italiana. La Germania addirittura ha un solo calciatore in B: Appelkamp, esterno offensivo del Fortuna Dusseldorf.

Il Portogallo, che ha eliminato l’Italia, ha otto giocatori che nell’ultima stagione hanno affrontato le coppe europee, il gruppo di Nicolato neanche uno. Cutrone soltanto ha un po’ d’esperienza in Europa League tra Milan e Wolverhampton.

LEGGI ANCHE>>> Europei Under 21, esclusione eccellente decisa da Nicolato

La differenza parte dai percorsi, basta pensare al blocco di giocatori del Porto che ha vinto la Youth League, un’altra avventura molto formativa.

Il gap è strutturale, rimanda all’organizzazione, agli investimenti nei settori giovanili, alla disposizione di un sistema che valorizza i talenti. Basta fare un esempio: contro l’Olanda IN semifinale per la Germania ha fatto una doppietta Florian Wirtz.

Parliamo di un classe 2003 che soltanto il 3 maggio ha compiuto diciotto anni e al Bayer Leverkusen nell’ultima stagione ha portato a casa 38 presenze complessive, di cui 7 in Europa League.

Sarebbe accaduto in Italia? Ci sono diciottenni ci sono in Italia del livello di Wirtz? Se no, perché?

Sarebbe il caso di trovare risposte sensate a queste domande perchè anche l’albo d’oro dell’Europeo Under 21 fotografa il disastro in cui ormai siamo immersi. L’Italia non lo vince dal 2004, dai tempi di De Rossi, Zaccardo e Gilardino, l’ultima finale (persa contro la Spagna di De Gea, Isco, Morata, Koke) risale al 2013. In quel gruppo c’erano Florenzi, Insigne, Immobile e Verratti, speranze dell’Italia che affronta l’Europeo dei grandi fra cinque giorni.

 

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