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Serie A

Il sindaco di Milano attacca la Nazionale: “BLM, gestione ridicola”

Scritto da
Filippo Partenzi

Non si placano le polemiche riguardanti la discutibile gestione della campagna “Black Lives Matter” da parte della Nazionale. 

Prima un’adesione mista contro il Galles, poi la decisione di rimanere in piedi insieme all’Austria ed ora, invece, ecco la probabile retromarcia. Sta facendo molto discutere, sui social e non solo, la gestione del caso “Black Lives Matter” da parte della Nazionale del Ct Roberto Mancini. Gli azzurri, finora, non hanno aderito in maniera compatta alla campagna e non si sono mai inginocchiati tutti insieme prima del fischio d’inizio di una partita dell’Europeo. In occasione del quarto di finale con il Belgio (in programma sabato alle ore 21) le cose potrebbero cambiare. Ma le critiche, per quanto visto fin qui, restano.

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Roberto Mancini (Getty Images)

La Nazionale criticata per la campagna “Blm”, l’affondo del sindaco di Milano Sala

A parlare della vicenda nelle scorse ore è stato, ad esempio, il sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Lasciatemi dire con la consueta franchezza – ha affermato il primo cittadino – che il modo in cui è stato gestito il tema dell’adesione della nazionale di calcio alla campagna di Black Lives Matter, al netto di come la si pensi sulla sua utilità, è stato francamente ridicolo”. La Figc, con una nota, ha annunciato che a decidere sabato saranno gli stessi giocatori. “La Federazione Italiana Giuoco Calcio, nel ribadire il suo impegno incondizionato e quello di tutti gli Azzurri contro il razzismo e ogni discriminazione ha ritenuto opportuno lasciare alla squadra la libertà di aderire alla campagna”.

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La cui importanza è stata sottolineata dal padre di Axel Witsel. “Il calcio è integrazione. A me sembra naturale – ha detto, con le sue parole riportate dal ‘Corriere della Sera’ – che il Belgio si inginocchi, perché qui conosciamo bene sia il valore dell’integrazione sia il dolore della discriminazione. Anche se l’Italia si inginocchia per la prima volta per solidarietà con noi e non di sua spontanea volontà, mi fa comunque molto piacere: eravate un paese di emigranti, state diventando un paese multietnico ed è normale che ci sia qualche imbarazzo nel prendere decisioni”.

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