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Follia sudamericana, e stavolta senza la Asl di Napoli

Scritto da
Marco Giordano

Brasile-Argentina interrotta dalle autorità sanitarie: un anno dopo il rinvio Juve-Napoli ed i provvedimenti della Asl, la storia si ripete

Le immagini di uomini che entrano in campo, che dicono a Messi e Neymar che ci sono 4 calciatori che sono ‘fuorilegge’ perché hanno violato delle norme sulla quarantena, le mani sul volto di due dei più grandi calciatori del calcio. Quello che è successo ieri in Brasile-Argentina sarà qualcosa che ricorderemo anche tra 50 anni quando della pandemia si parlerà (speriamo) solo nei libri di storia. Il polverone che ha sollevato questa gara può, però, esser condensato in un solo assunto: le scelte delle autorità sanitarie possono esser opinabili ed è giusto che vengano discusse.

Il calcio, però, non può sentirsi legibus solutus, non può ritenersi svincolato dalla legge e superiore ad essa. Questo il motivo per il quale la platealità con la quale è stata fermata Brasile-Argentina è una follia in salsa sudamericana, ma il senso del provvedimento serve a far tornare alla mente Juve-Napoli di un anno fa ed al valore del provvedimento della Asl partenopea.

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Allianz Stadium vuoto (Getty Images)

La legge che il calcio non vuol rispettare

Non è una novità che il calcio, dalla Lega Serie A alla Fifa passando per la Uefa si senta superiore all’ordinamento statale. Le polemiche piovute sul rinvio di Juve-Napoli sono state tali da accusare di connivenza dirigenti che stavano lottando nella fase acuta della pandemia con un presidente di un club. Nella serata di ieri, i soliti leoni da tastiera si sono scatenati a rievocare l’episodio. Dopo quello che è successo ieri, la speranza è che si comprenda come la Asl di Napoli abbia fatto solo il suo dovere. Ed a differenza delle autorità brasiliane, ha evitato scenate che hanno fatto il giro del mondo.

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In Brasile vigono delle regole: se dobbiamo parlare di come il Presidente Bolsonaro ed i suoi uomini hanno gestito la pandemia in uno dei paesi più affascinanti e complessi del mondo, possiamo fare notte. Abbiamo il diritto di parlare, di discutere, di dissentire: non quello di contravvenire. Così come non avevano il diritto di contravvenire e portare il Napoli in Tribunale (per poi perdere) Lega Serie A e Figc (oltre alla Juve co-interessata, con tanto di scenata all’Allianz). Il calcio s’imponga di attenersi alle regole: non può più far leva sulla demagogia e sul grande interesse che suscita. Sia da esempio: stuzzichi e stimoli il dibattito, ma smetta d’esser fuorilegge.

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