Il numero uno dell’UEFA Ceferin è tornato sulla Superlega e soprattutto sul suo rapporto con la Juve e con il presidente Andrea Agnelli.
La Superlega è ancora un argomento che tiene banco nel mondo del calcio europeo. Ufficialmente Juve, Real e Barcellona non hanno accantonato l’idea, nonostante il forfait delle altre partecipanti. Dall’altro lato la UEFA tiene la guarda alta, continuando a pungere, laddove possibile, i tre presidenti ‘ribelli’.
Il numero uno della UEFA Aleksander Ceferin ha rilasciato a tal proposito alcune dichiarazioni al ‘Journal du dimanche’. “La spinta della Superlega penso sia partita nel 2019, mentre discutevamo del nuovo format della Champions.” ha dichiarato Ceferin. “Naturalmente nessuno poteva immaginare che mentre ci stringevano la mano alcuni club già lavoravano alla Superlega.”
Ceferin ha poi spiegato i motivi del fallimento della ‘secessione’: “Dopo l’annuncio sono stati due giorni particolarmente stressanti, ero al telefono dalle sette a mezzanotte. Loro avevano fatto affidamento sul fatto che dodici club si staccassero e poi le altre avrebbero seguito. Ma non è andata così e tutto è durato meno di quarantott’ore.”
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Il presidente della UEFA ha poi parlato degli attuali rapporti con Juve, Real e Barcellona e con i rispettivi presidenti: “Non li ho più sentiti. Di certo non ho alcun problema con i tre club. Se incontrassi Agnelli, Perez o Laporta mi siederei e discuterei tranquillamente con loro.”
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Infine un’ultima stoccata: “Sono loro che continuano a mandarmi cause senza senso. Tutti i governi dell’UE, il governo britannico, il parlamento europeo, la commissione europea, ci sostengono e sono dalla nostra parte. Non so cosa accadrà tra quarant’anni, ma di certo nei prossimi dieci anni non ci sarà alcuna Superlega.”
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