Un secco no alla possibilità di tornare in Nazionale. L’Italia per lui fa parte del passato, Mancini non dovrà quindi preoccuparsi di lui.
La seconda mancata qualificazione consecutiva al Mondiale è stata un duro colpo per l’Italia e per Roberto Mancini. Naturalmente il ko contro la Macedonia del Nord ha portato ad una serie di riflessioni che hanno coinvolto anche il CT e le sue scelte.
Fortunatamente per Mancini il suo posto non è in pericolo. Già Ancelotti, uno che ciclicamente torna ad essere accostato alla Nazionale, aveva declinato la possibilità, bollandola come totalmente irrealistica. Adesso anche Marcello Lippi, CT campione del mondo nel 2006, ha chiuso ogni possibilità ad un suo ritorno.
“Ho smesso due anni fa.” ha dichiarato Lippi ai microfoni di Tuttomercatoweb. “Dopo la Cina ho detto basta. Ho 74 anni, non torno nel mondo del calcio. Dispiace per l’Italia, è brutto non andare ai Mondiali dopo un triennio in cui hai giocato comunque un buon calcio. La sconfitta con la Macedonia del Nord è stata poi totalmente inaspettata.”
Il CT campione del mondo ha comunque un alibi per il collega Roberto Mancini. “Quando ero io l’allenatore in Serie A giocano il 65% di calciatori italiani. Adesso è il contrario.” Nonostante questo secondo Lippi la soluzione non è un tetto agli stranieri: “Ogni giorno esce sul giornale un presunto rimedio!”
Per Lippi infatti il problema dell’Italia è più profondo: “Anche venti e trent’anni fa si parlava di tetti agli stranieri. Eppure nascevano comunque i Totti e i Del Piero. Ora i grandi campioni italiani non ci sono più. Questo comunque non giustifica una sconfitta contro la Macedonia del Nord. Noi dobbiamo ricordarci che siamo pur sempre l’Italia, la nazionale che, dopo il Brasile, ha più Mondiali vinti.”
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