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Polemiche nel Wta di Cincinnati: ‘cacciata’ tifosa con bandiera dell’Ucraina

Scritto da
Mario

Tante polemiche nelle ultime ore per un caso avvenuto nel torneo di Cincinnati e che ha coinvolto i paesi di Russia e Ucraina. 

L’intero panorama mondiale è stato sconvolto  negli ultimi mesi dall’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina. Questa è una situazione nota tristemente perchè ha portato alla guerra ed a migliaia (almeno di morti). Anche il mondo dello sport è stato toccato, il calcio e non solo con altri sport come il tennis che hanno dovuto fare i conti con vicende particolari. 

bandiera Ucraina (Lapresse)

Non possiamo dimenticare ciò che è successo a Wimbledon, dove, l’organizzazione del torneo, su ordine del Governo britannico, ha deciso di non far partecipare tutti gli atleti russi. Tante discussioni ed un altro clamoroso episodio è avvenuto nel WTA 1000 di Cincinnati, torneo iniziato negli ultimi giorni.

Durante il match valido per le qualificazioni del torneo tra le tenniste russe Anna Kalinskaya ed Anastasia Potapova è avvenuto per un insolito avvenimento. Una delle due atlete ha chiesto al giudice di sedia di allontanare dallo stadio una tifosa sugli spalti visto che questa indossava una bandiera dell’Ucraina.

Cincinnati tennis (Lapresse)

Ucraina-Russia, tifosa costretta a lasciare lo stadio a Cincinnati

La donna, di nome Lola, non stava facendo nulla di male. Lola era seduta silenziosamente, ricoperta da questa bandiera. La cosa non è stata però gradita ed il giudice di sedia ha cosi ordinato alla donna di lasciare gli spalti e posare questa ‘fastidiosa’ bandiera. Una situazione inusuale che ha dato molto fastidio sugli spalti: tanti tifosi non hanno gradito ed hanno provato a difendere la donna, in visita allo stadio con un’amica.

Il giudice di sedia ha inoltre sottolineato a Lola quanto non fosse carino indossare una bandiera ucraina in questa circostanza. Lei, senza particolare rabbia, ha risposto che non era neanche carino invadere un’altra nazione. Alla fine Lola è stata costretta a posare la bandiera in auto e tornare così ad assistere al match. Gli organizzatori subito si sono giustificati lamentandosi della grandezza della bandiera, ma questa vicenda è diventato un caso mediatico ed ha generato tante polemiche. A rivelare questo increscioso avvenimento è stato l’esperto giornalista Ben Rothenberg.

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