La vicenda dell’ormai ex arbitro si è chiusa nel peggiore dei modi, ma adesso l’AIA rischia di dover pagare un maxirisarcimento.
Dopo aver perso il ricorso alla corte del CONI Piero Giacomelli è ufficialmente estromesso dall’AIA. L’ormai ex fischietto di Trieste infatti, dallo scorso 27 ottobre non è più un arbitro di Serie A. Ma la sua vicenda rischia di avere pesanti strascichi.
A ricostruire la vicenda ci ha pensato l’ex arbitro Calvarese che, dalle colonne di Calcio e Finanza, ripercorre una storia lunga, fatta sentenze e ricorsi che però potrebbe avere un costo pesantissimo per l’AIA. Tutta colpa di un rimborso spese di 70€.
Da lì incomincia un calvario giudiziario che tra AIA e CONI costringe Giacomelli ad accumulare una sospensione di 12 mesi e 17 giorni. Una beffa visto che dopo 12 mesi di sospensione arriva l’automatica dismissione. Da qui l’ultimo ricorso al CONI. Ma per Giacomelli non c’è stato nulla da fare: ormai è un ex arbitro.
La vicenda però potrebbe non concludersi qui. Come riporta sempre Calvarese rischia una causa da un milione e mezzo di euro. Giacomelli a questo punto potrebbe far valere i mancati guadagni che questa vicenda gli ha causato.
Con ancora potenzialmente 10 anni di carriera tra campo e sala VAR davanti, Giacomelli potrebbe tranquillamente arrivare a chiedere quella cifra. Tra stipendi fissi e gettoni di presenza che sono garantiti agli arbitri di massima serie l’ormai ex fischietto triestino potrebbe decidere di calcare la mano pe quella che a suo avviso è una squalifica ingiusta e sproporzionata.
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